Lo sport fa bene ma occorre … ascoltarsi

«Lo sport fa bene ma occorre … ascoltarsi» «Un problema cardiovascolare può sopraggiungere anche con un certificato di idoneità agonistica valido, per cui al minimo segnale è opportuno per qualsiasi sportivo sottoporsi ad accertamenti, ancor di più se si è sopra i quarant’anni».

Lo sottolinea il dottor Gustavo Savino, direttore della Medicina dello Sport dell’Ausl di Modena: «L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a far fare la valutazione di idoneità agonistica, e la nostra Regione sopra i 40 anni prevede anche un test di sforzo massimale, ma ci possono essere situazioni latenti che non si evidenziano al momento della visita, dopo però possono evolversi.

I sintomi non vanno sottovalutati, anche se uno fa attività amatoriale, perché l’impegno cardiovascolare può essere elevato anche in quest’ambito, se non maggiore in certi casi. Nessuno può prevedere il futuro, possiamo essere prudenti e far prevenzione». Con ciò, non si deve ritenere lo sport pericoloso a una certa età, anzi: «Lo sport è un fattore di salute a qualsiasi età ed è consigliabile a tutti, con l’accortezza di tararsi bene in base alle proprie capacità.

Ci sono soggetti sopra i 60 anni allenati che sono in perfetto stato di salute, e in grado di sostenere sforzi intensi. Ma c’è pure chi si avvicina allo sport dopo tempo e deve fare attività leggera».

Bologna – maxi aziende e Irccs: come cambia la sanità

Presentate le proposte: Maxi aziende e Irccs: come cambia la sanità Due maxi aziende per innovare la sanità bolognese. È il risultato della task force di Regione, Alma Mater e Città metropolitana nata per integrare le aziende sanitarie del territorio: un’azienda ospedaliero-universitaria per le eccellenze di chirurgia e interventistica, che possa diventare Irccs, un’altra sanitario-universitaria per assistenza, ricerca e didattica. Scartata l’ipotesi di fusione delle Ausl di Bologna e Imola.

Un super ospedale dedicato alla chirurgia, con il meglio delle competenze di Sant’Orsola e Ausl, dove fare interventi ma anche ricerca e sperimentazione. Un polo d’eccellenza che nel linguaggio della sanità si chiama Irccs, istituto di ricerca e cura a carattere scientifico. In città ce ne sono già due, il Rizzoli e il Bellaria. E ancora, un’azienda “sanitario universitaria” che metta assieme tutti gli altri servizi e reparti di Sant’Orsola e Ausl – compresi gli ospedali della provincia – assieme all’ateneo di Bologna: dal Maggiore a San Giovanni in Persiceto, dagli ambulatori alle case della salute, anche gli specializzandi per esempio lavoreranno a stretto contatto con gli ospedalieri, e anche a livello territoriale si farà assistenza, didattica e ricerca. È una rivoluzione, quella contenuta nelle cento pagine di documento presentato ieri dall’assessore comunale alla Sanità Giuliano Barigazzi, presidente della conferenza sociale e sanitaria, assieme al rettore Francesco Ubertini e all’assessore regionale Sergio Venturi. Un lavoro durato un anno, da quando il sindaco Virginio Merola lanciò l’idea di integrare le due grandi aziende sanitarie della città. Già, ma come? Il gruppo di lavoro guidato da Gianluca Fiorentini ha lavorato ad alcune proposte tecniche, che da settembre saranno discusse con tutti i protagonisti della sanità. La punta di diamante è rappresentata dal nuovo Irccs, che ha l’ambizione di diventare un riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo della chirurgia. Il percorso non è semplice, serve l’ok della Regione e il via libera del ministero. Ma il nuovo assetto «potrebbe rappresentare un salto di qualità enorme», ha detto ieri Barigazzi durante la spiegazione dell’articolato progetto, che prevede molte novità anche a livello territoriale, come l’attribuzione di più poteri ai manager sul territorio per rispondere alle richieste della popolazione. «È uno studio di profilo internazionale. Mi auguro che dopo il confronto si passi all’innovazione di cui abbiamo bisogno», ha aggiunto Venturi. Il rettore si è detto fiducioso che «il territorio abbia il coraggio e lo sguardo lungo, non è detto che sia facile e che si farà a breve. Saremmo apripista a livello nazionale».

La riscossa di Loiano

Il rilancio per i servizi dell’ospedale Simiani di Loiano. Dall’inizio di luglio, secondo quanto deliberato dall’Ausl, la radiologia raddoppierà il numero delle ore di attività, passando da sei a dodici dal lunedì al venerdì. In programma nelle prossime settimane è anche l’avvio del servizio di fisioterapia e del percorso gastropack che prevede la possibilità di effettuare visite dal gastroenterologo senza la prenotazione al Cup. Dopo anni di proteste da parte dei cittadini, che hanno più volte puntato l’indice contro il progressivo svuotamento di funzioni del Simiani e contro scelte interpretate come una volontà di chiusura dell’ospedale, quella che si compie oggi viene accolta come una decisiva inversione di rotta. «Per la prima volta i servizi sanitari a disposizione della cittadinanza aumentano invece di diminuire – esulta Giulio Masiello, presidente del Cast, il comitato Appennino salute e territorio che a sostegno del Simiani ha raccolto oltre 4mila firme -. Adesso puntiamo a estendere il servizio anche durante il weekend per le urgenze attraverso la reperibilità di un tecnico». Per il comitato il nuovo corso che si sta delineando per il futuro dell’ospedale necessita però di essere ancora monitorato.

Per questa svolta è stato decisivo l’incontro organizzato nei mesi scorsi dal consigliere regionale Igor Taruffi con l’assessore alla sanità Sergio Venturi. In quell’occasione abbiamo avuto garanzie che il servizio, considerato necessario, sarebbe stato mantenuto a prescindere dal numero degli accessi. E questa nuova via mi sembra la più giusta a garanzia della sopravvivenza di un ospedale che sia degno di questo nome». Esprime soddisfazione in merito all’arrivo dei nuovi servizi anche il vicesindaco e assessore alle politiche sanitarie di Loiano Alberto Rocca. «Si sta concretizzando il piano operativo che abbiamo presentato in questi ultimi anni – dice -. E’ per noi molto importante iniziare a toccare con mano i risultati di un lavoro che abbiamo svolto per scongiurare dapprima il pericolo di una chiusura dell’ospedale e per arrivare poi a mettere in atto un suo rilancio».

Emilia-Romagna: i numeri del diabete

Usare i dati amministrativi per stimare l’andamento, l’utilizzo dei servizi, gli esiti e i costi della patologia. Pubblicato il nuovo volume della collana Dossier.

L’Agenzia Sanitaria della Regione Emilia-Romagna pubblica “Profili di assistenza e costi del diabete in Emilia-Romagna. Analisi empirica attraverso dati amministrativi 2010-2016”, un volume che ripropone – ampliando e integrando in modo sostanziale – i contenuti del Dossier n. 179/2009 relativo agli anni 2005-2007. Il nuovo documento si rivolge agli operatori del Servizio sanitario regionale, che hanno così a disposizione uno strumento di monitoraggio tempestivo per valutare il carico assistenziale e l’impatto dell’attività svolta.

In questi anni la Regione Emilia-Romagna ha sviluppato un sistema basato sull’integrazione di fonti dati esclusivamente di natura amministrativa, per identificare i diabetici assistiti dal Servizio sanitario. Questo sistema consente di mappare nel tempo il processo, gli esiti e le risorse impiegate dal sistema sanitario regionale per la gestione della popolazione con diabete mellito di tipo 2.

Sul versante degli esiti, dallo studio emerge che nel corso degli anni si è assistito a un incremento della proporzione di popolazione affetta da diabete di tipo 2, verosimilmente determinata da una maggiore identificazione precoce delle persone a rischio e/o malate, e ad una riduzione dei tassi di mortalità, coma diabetico, altre complicanze (come ad esempio cardiopatia ischemica e ictus) e ospedalizzazioni per tutte le cause. Sono aumentati gli accessi alle strutture ambulatoriali per il controllo della malattia, come previsto dalle linee guida regionali.

Relativamente alle risorse impiegate, la spesa media complessiva per assistito si è ridotta, in particolare quella dell’assistenza ospedaliera, mentre è aumentata quella per farmaci e prestazioni specialistiche, come da indicazioni regionali per la gestione della patologia.

Questo contributo risponde, a livello locale, a una sfida di carattere globale; nel 2017 l’Organizzazione mondiale della sanità contava 422 milioni di diabetici nel mondo, dovuti prevalentemente all’aumento dei problemi di obesità e sovrappeso.

Il diabete di tipo 2 e la sua diffusione nella popolazione assistita rappresentano un problema sanitario di grande rilievo, sia per gli aspetti di carattere clinico-epidemiologico legati alla rilevanza delle complicanze, sia per l’impatto sui servizi in termini di qualità dei percorsi assistenziali e di entità di risorse dedicate. Il documento a cura dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale si inserisce proprio in questo contesto.

Cambiamenti di orario e chiusure per esami e visite

Cambiamenti d’ orario e chiusure per esami e viste , coinvolto anche il CUP. Vacanze estive e le ferie incidono anche sull’attività dei poliambulatori nel periodo che va da lunedì prossimo al 15 settembre e così chi resta in città può già organizzarsi. Prima di tutto, partiamo dalla riduzione d’orario del call center 800-884888 per le prenotazioni e le disdette: sarà attivo dal 30 luglio al 17 agosto dalle 7,30 alle 13. Passiamo poi ai poliambulatori. Al Reno è prevista la riduzione nella fascia oraria pomeridiana, al Bellaria per i servizi Cup, l’anagrafe e il ritiro delle cartelle cliniche e i servizi cassa non è prevista alcuna variazione come, del resto, alla casa della salute San Donato-San Vitale. Al Carpaccio, chiusura totale dal 1° al 31 agosto, al poliambulatorio Corticella chiusura totale dal 6 al 25 agosto. Alla casa della salute Borgo-Reno ci sarà una riduzione nella fascia oraria pomeridiana dal lunedì al venerdì. Nessuna variazione all’ospedale Maggiore come al Mazzacorati. Riduzioni nella fascia oraria pomeridiana sono previste al Mengoli e al Montebello, chiusura totale al Saragozza dal 1° al 31 agosto. Nessuna variazione alla Casa della salute Navile. Anche gli ambulatori, i day hospital e i day service ambulatoriali del Sant’Orsola sono previste riduzioni e chiusure. Ne ricordiamo alcuni. Chiusure: ecodoppler programmati dal 23 luglio al 26 agosto, prelievi vascolari dal 13 luglio al 17 agosto; ortopedia, riduzione dal 1° al 31 agosto; ecocardio dal 3 al 30 agosto; ipertensione dal 1° al 31 agosto; reumatologia dal 13 al 17 agosto. Per la Dermatologia, ambulatorio pediatrico chiuso dal 13 al 31 agosto.

Metodo OMM: obiettivo giungere a consapevolezza sè

Può bastare un minuto per conoscere se stessi. Ascoltarsi, comprendere meglio chi si è e le proprie aspirazioni, godere pienamente della vita: sono tre obiettivi raggiungibili in 5 passi che aprono le porte della meditazione.
Si tratta del metodo “Omm (One Minute Meditation) – Guida pratica e facile per conoscere te stesso e vivere felice” di Patrizio Paoletti (Medidea), che trae la sua origine proprio dalla meditazione, e che, “se praticato con costanza, può diventare ben presto un vero e proprio stile di vita alternativo, a quello moderno, che ci vede spesso e volentieri in mezzo al traffico, continuamente attaccati a smartphone, tablet e pc, e in una corsa costante verso ciò che dobbiamo fare dopo”.
“Passiamo una vita a perderci la vita che è adesso, qui e ora, in questo istante”, spiega Paoletti, che ha elaborato la tecnica Omm. Questa prevede una meditazione di un minuto, che “è un tempo lunghissimo”, sottolinea. Le chiavi per accedervi sono 5: “ok, non ti serve altro; guarda oltre, mira in alto; necessiti delle 3d (distacco, distanza, determinazione); devi fare una promessa a te stesso: resistere e arrenderti; è attraverso le piccole azioni che raggiungi importanti traguardi”. Farlo è più semplice che dirlo, comunque “sono sufficienti questi 5 passi, conclude l’autore, per giungere a una piena consapevolezza di sè e vivere felicemente”.

Nuovi codici accesso pronto soccorso

Svolta al pronto soccorso: invece dei 4 codici colorati una scala di 5 numeri il piano per distinguere meglio tra i casi «verdi»: il 70% del totale  La sperimentazione. II Lazio è l’unica Regione ad aver fatto una sperimentazione. Si comincia a gennaio .

C’è molto più del semplice cambiamento di colore nella rivoluzione dei codici appena avviata dal Lazio nei pronto soccorso e destinata poi a coinvolgere tutti gli ospedali italiani. Il Lazio è l’unica Regione ad aver fatto precedere la «riforma» da una sperimentazione tra gli operatori ed ora è pronta al via. Si comincia a gennaio. Lo scopo del nuovo modello, impostato anche da Toscana e Friuli-Venezia Giulia, è accorciare le attese e restringere il margine di errore nei casi che si prestano alla sottovalutazione del rischio e a episodi di malasanità. Si passa dai tradizionali quattro colori di priorità (rosso, giallo, verde e bianco) a cinque numeri. Inutile cercare l’equivalenza tra gli uni e agli altri, come si fa con voti e giudizi a scuola quando ci si chiede a cosa corrisponda ad esempio un «buono». Entra in gioco una diversa organizzazione sanitaria, come prevedono le linee guida di imminente approvazione in Conferenza Stato Regioni dopo annidi preparazione. La Commissione ministeriale nominata nel 2013 ha infatti ultimato il documento nel 2016. Nel frattempo i pronto soccorso, ora Dipartimenti di emergenza e urgenza, hanno macinato una media di 24 milioni di prestazioni l’anno, una al secondo. Tre volte su quattro si sono concluse senza ricovero. La svolta investe soprattutto i codici verdi che nell’attuale riclassificazione riguardano i casi poco critici e con assenza di rischio di evoluzione. Sette pazienti su io finiscono in questa sorta di calderone e, a differenza di rossi e gialli, restano sulle panche esterne alla zona medica. Nella moltitudine possono sfuggire le urgenze. Ci sarà dunque una diversificazione dei livelli di precedenza alle stanze di visita in base a più dettagliati criteri di valutazione da parte dell’infermiere specializzato, preposto all’accoglienza e al triage, cioè alla determinazione delle priorità (dal francesce trier). Un esempio: a chi arriva al pronto soccorso con dolori addominali, dopo l’esame clinico del triagista viene assegnato il numero 2 se corre il rischio di occlusione intestinale o perforazione, mentre scende al 3 (o addirittura alo e 5) se l’ipotesi è che si tratti di colite odi un disturbo di poco peso.

A scuola di diabete

È cominciato oggi il primo corso per la conta dei carboidrati organizzato dalla nostra associazione, gli alunni erano 25 come potete vedere dalla foto. La lezione è stata tenuta dal dottor Gabriele Forlani, diabetologo. Il riscontro ottenuto da questa prima sessione è stato ottimo da parte dei partecipanti. Il corso terminerà giovedì 21 giugno ultima di quattro lezioni che serviranno ai diabetici per imparare a gestire meglio la triangolazione glicemia/insulina/cibo-carboidrati e attività fisica.

DIABO ha nella sua missione lo scopo di informare, educare e motivare noi diabetici a una vita senza problemi con la patologia. Quello di oggi rappresenta il punto di avvio di un cammino da fare insieme per stare bene nel corpo nella mente, con gioia e armonia.

Addio contanti i ticket al Cup si pagano solo con bancomat e carte di credito

Addio contanti i ticket al Cup si pagano solo con bancomat e carte di credito. Il provvedimento scatterà venerdì. Non cambia invece nulla nelle prenotazioni dentro le farmacie Dal prossimo 1 giugno non sarà più possibile pagare in contanti agli sportelli Cup di Bologna, ma solo con carte elettroniche. Il denaro potrà essere usato per pagare i ticket solo ai riscuotitori automatici e nelle farmacie. Lo ha deciso l’Ausl, in linea con la normativa vigente, dopo averlo sperimentato in passato in alcuni sportelli. La svolta consente «un risparmio economico per l’azienda e un vantaggio peri cittadini, per lo snellimento delle code agli sportelli – spiega la stessa azienda sanitaria – nonché una diminuzione dei rischi legati all’uso del contante, sia per gli utenti che per gli operator!». Per eventuali richieste di rimborso, bisognerà indicare il codice Iban per ricevere il bonifico. In via transitoria, la possibilità di incassare in contanti rimane in alcuni punti Cup: ospedali di Budrio, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto, Porretta, Vergato, Loiano e Bazzano; poliambulatorio di Baricella, Calderara e Castiglione dei Pepoli; casa della salute di San Lazzaro e Casalecchio.

Ieri l’Ausl ha diffuso un’altra novità. Dal primo giugno, lo schema della terapia anticoagulante orale (TAO) sarà consegnato dopo le ore 17. Pub essere ottenuto in diversi modi: ritirandolo di persona nei punti abituali, in farmacia o a mezzo fax o mail attraverso l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati (AIPA).

Diabetici Insieme a Bologna