Non ci liberi dal male ma almeno dacci il Libre

Regione Emilia-Romagna – Assemblea Legislativa, il consigliere Galeazzo Bignami ha presentato una interrogazione (Oggetto 5199) rivolta alla Giunta regionale circa le modalità di erogazione del sistema FGM (Flash Glucose Monitoring), e in particolare vuole sapere quali siano le ragioni per cui la Regione abbia predisposto una sperimentazione di soli due anni e se possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, nonché far riconoscere, con una apposita legge regionale, il sistema per tutte le persone con diabete e in caso affermativo, in quali tempi.

Infine il consigliere chiede di sapere quali iniziative sono in programma per sensibilizzare la popolazione emiliano-romagnola rispetto al diabete e per far sì che i malati inconsapevoli siano edotti e salvaguardati.

Il consigliere chiede di prendere esempio dal Veneto e rendere più lunga la sperimentazione in Emilia Romagna, oltre che prevedere una legge che riconosca il sistema
Rendere il dispositivo di automonitoraggio della glicemia accessibile a tutti i portatori di diabete e predisporre una sperimentazione più lunga dei due anni previsti dalla Regione Emilia-Romagna. Questo il tema al centro dell’interrogazione presentata alla giunta da Galeazzo Bignami, consigliere di Forza Italia.

“Nella popolazione emiliano-romagnola dai 18 anni in su, -spiega il consigliere- la prevalenza del diabete è attorno 6,7% (sul totale, inclusi i bambini, è del 5,9%) e si può stimare che siano decine di migliaia le persone affette da questa malattia senza esserne però consapevoli”. Bignami, inoltre, cita l’esempio della Regione Veneto, che ha adottato una delibera in cui si definiscono “le modalità e i criteri per la dispensazione dei dispositivi di automonitoraggio della glicemia che adottano il sistema di Fgm (Flash glucose monitoring) rivolti ai pazienti minorenni con patologia e ad adulti in terapia insulinica con particolari necessità”.

La Regione Emilia-Romagna, ricorda il consigliere, “ha avviato un progetto con la finalità di raccogliere dati sulle modalità di erogazione della Fgm, che si sviluppa in un arco temporale di 24 mesi”. Per questo, l’esponente di Forza Italia interroga la Giunta per sapere “quali siano i motivi per cui la Regione ha predisposto una sperimentazione di soli due anni, se sia possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, se vi sia intenzione da parte della Regione di far riconoscere con una apposita legge regionale il sistema per tutti e in quali tempi e quali iniziative intenda portare avanti per sensibilizzare la popolazione emiliano romagnola rispetto al diabete”.

 

Intervista alla dottoressa Alessandra Sforza

Repubblica Bologna del 6 agosto 2017: riproduciamo l’intervista alla direttrice della diabetologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna e di tutta la ASL della provincia metropolitana.

Versione testuale per gli utenti con disabilità visive

Repubblica Bologna di domenica 6 agosto 2017, pagina 5

Diabete, boom di malati lungo la via Emilia in 15 anni 100mila in più

di m.rad.

IL DOSSIER Diabete, boom di malati lungo la via Emilia in 15 anni 100mila in più –  Diabete, in Emilia centomila casi in più. La malattia è sempre più diffusa in regione: in 15 anni un balzo del 71%. Tra gli anziani numeri raddoppiati, Centri specializzati sotto stress per l’aumento delle richieste. Per fortuna i ricoveri per i più gravi sono in calo. QUASI centomila malati in più nell’arco di appena un quindicennio. A conti fatti, è questo il dato che più impressiona dell’ultimo report sul diabete firmato dall’Istat. Perché in regione, cosi come nel resto d’Italia, la malattia del glucosio ha fatto registrare un vero e proprio boom. Nel 2000, infatti, gli emiliano romagnoli che «dichiaravano di essere affetti da diabete» erano solo 131mila, mentre l’anno scorso sono arrivati a quota 225mila. Calcolatrice alla mano, si parla di un netto 71%, un dato che ovviamente ha finito per “stressare” il nostro sistema sanitario, costringendolo in qualche modo a ripensarsi. Le 25 strutture specializzate censite sul nostro territorio provinciale da Siditalia — la Società Italiana di Diabetologia, associazione no profit attiva nel campo della ricerca scientifica e della formazione per medici e operatori sanitari — sono “prese d’assalto” dalla marea di nuovi pazienti. E lo confermano anche i medici in prima linea sul fronte della malattia: «I nostri centri e ambulatori specializzati — dicono — sono pieni e lavorano ormai a pieno ritmo». Inevitabile, del resto: l’aumento delle diagnosi ha come ovvia conseguenza un incremento dei diabetici presi in carico. La rete di assistenza andrebbe dunque potenziata, sottolineano, non tanto del numero di strutture ma della loro dislocazione sul territorio. E, almeno per quanto riguarda i centri dell’Ausl felsinea, andrebbero potenziati nel numero dei professionisti che vi lavorano.

Spulciando tra le tabelle pubblicate qualche settimana fa dall’Istat, peraltro, si scopre anche qualche altro dato interessante. Innanzitutto, l’aumento dei casi di diabete ha interessato soprattutto gli anziani, a conferma che quella dei pensionati è una delle categorie più a rischio: i diabetici dai 65 anni in su sano praticamente raddoppiati, passando dagli 85milia di inizio millennio ad oltre 170mila. In pratica, tre diabetici su quattro in regione hanno i capelli bianchi. In secondo luogo — e qui arriva l’analisi più significativa, che testimonia come nel passare degli anni si sia radicalmente trasformato il trattamento della malattia — tra il 2000 e il 2016 le «dimissioni ospedaliere per diabete in diagnosi principale» si sono quasi dimezzate, passando da 7.102 a 3.826. Tradotto: nonostante la maggiore diffusione della malattia, i ricoveri ospedalieri dovuti in prima battuta al diabete sono drasticamente diminuiti, in parte anche perché la malattia viene diagnosticata con largo anticipo rispetto a quanto avveniva anche solo una quindicina di anni fa. Un vantaggio non da poco, se si considera che la scoperta precoce permette di iniziare prima la terapia, rendendola più efficace e ricorrendo sempre più spesso a visite ambulatoriali ripetute e a controlli del paziente piuttosto che al ricovero ospedaliero. A scapito, però, delle strutture specializzate nel trattamento del diabete, che hanno visto aumentare notevolmente il proprio carico di lavoro.

L’intervista. Alessandra Sforza, endocrinologa dell’Ausl sulle ragioni dell’incremento “Il boom dei pazienti ci ha messi in difficoltà ora potenziare i servizi” LE CAUSE: Vita media più lunga, sedentarietà, diete sbagliate e obesità «SÌ, l’aumento dei pazienti è stato significativo, e in qualche modo ci ha messi tutti in difficoltà. I centri diabetologici lavorano a pieno ritmo e vanno potenziati». E su questo, garantisce Alessandra Sforza, responsabile dell’ Unità operativa di endocrinologia dell’Ausl di Bologna, «non c’è ombra di dubbio». Dottoressa Sforza, ma esattamente a cosa è dovuto questo incremento? «I motivi sono tanti e anche molto diversi tra loro: si va dall’allungamento della vita media agli stili di vita scorretti ( alimentazione non adatta e eccessiva sedentarietà), passando per un incremento del diabete legato all’obesità e per le maggiori probabilità di sopravvivenza di chi viene colpito dalla malattia — l’Istat certifica un calo del 20% della mortalità per diabete ndr — . E, ovviamente, ora c’è anche più sensibilità dal punto di vista diagnostico». Sarebbe a dire? «Da una parte i pazienti sono molto più consapevoli, perché c’è stata una forte sensibilizzazione sulla malattia. Dall’altra, invece, vedo maggiore attenzione sulle diagnosi: rispetto all’inizio del millennio la malattia viene individuata molto prima, e questo ci permette di affrontarla meglio. Abbiamo lavorato molto in questo senso. Certo, ancora oggi una parte dei diabetici non vengono diagnosticati, ma sicuramente in questi anni c’è stato un forte intervento preventivo».

Aumentano tutti i tipi di diabete, indistintamente? «I dati ci mostrano che il diabete di tipo 1, quello giovanile, è rimasto tendenzialmente costante salvo un lieve incremento negli ultimi tempi. Ad aumentare, semmai, è stato soprattutto la diffusione del diabete di tipo 2, che insorge tendenzialmente in età più adulta e rappresenta oltre il 90% di tutte le forme della malattia». Un incremento preoccupante? «Ci preoccupa nel senso che chiaramente il diabete è una patologia cronica con importante impatto sociale. Anche se la mortalità è notevolmente calata nell’ultimo ventennio, l’aspettativa di vita di un diabetico è comunque inferiore rispetto ad un individuo sano. Il diabete è un fattore di rischio per tante altre patologie, e le complicazioni a livello cardiovascolare possono essere molto serie. E poi ci preoccupa perché sicuramente le nostre risorse non sono infinite».

In che senso? «Voglio dire che l’aumento delle diagnosi ha ovviamente comportato un aumento dei pazienti presi in carico, e molti dei nostri centri specializzati lavorano a pieno ritmo. Stiamo cercando di potenziarli, e la nostra Ausl è particolarmente sensibile al problema sia della riorganizzazione che della criticità delle risorse». E fino ad oggi cosa avete fatto? «Abbiamo introdotto i percorsi di gestione integrata con il medico di medicina generale, in modo da adeguare le strutture preposte all’aumento del numero di casi. Questo sistema prevede che solo i pazienti più gravi, e con più complicanze, siano gestiti direttamente dai centri diabetologici, mentre per gli altri casi il diabetologo funge da consulente per il medico di medicina generale. E poi abbiamo investito molto anche sulla prevenzione del diabete attraverso interventi educativi sull’alimentazione e gli stili di vita, con il coinvolgimento di varie figure professionali».

ALESSANDRA SFORZA. — E’ responsabile della endocrinologia dell’Ausl di Bologna. L’ALLARME La malattia del glucosio ha fatto registrare un vero e proprio boom: l’anno scorso gli affetti da diabete sono arrivati a quota 225mila!

 

Un anno da leoni

4 agosto 2016 – 4 agosto 2017 il primo anno di noi Diabetici Insieme A Bologna, sigla DIABO. 

Abbiamo trovato il tempo di pensare, assieme
Abbiamo trovato il tempo di pregare, assieme
Abbiamo trovato trova il tempo di ridere, assieme
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell’anima.

Abbiamo trovato il tempo per giocare, assieme
Abbiamo trovato il tempo per amare ed essere amati, assieme
Abbiamo trovato il tempo di dare, assieme
È il segreto dell’eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Abbiamo trovato il tempo di leggere, assieme
Abbiamo trovato il tempo di essere amici, assieme
Abbiamo trovato il tempo di lavorare, assieme
È la fonte della saggezza
È la strada della felicità
È il prezzo del successo.

Abbiamo trovato il tempo di fare la carità, assieme
È la chiave del Paradiso.

Il tempo che abbiamo trovato è ora

DIABO, grazie a tutti i soci e volontari, a chi ha creduto e crede in questo progetto. C’è tanto da fare abbiamo bisogno di tutti voi!

Piacenza: diabete, screening delle complicanze grazie ai volontari

Dal quotidiano Libertà di Piacenza  di mercoledì 26 luglio 2017

di Novara Nicoletta

Diabete, screening delle complicanze grazie ai volontari. L’associazione autonoma ha donato un apparecchio che rileva i disturbi localizzati agli arti inferiori dei pazienti di lungo corso

Nel reparto di Diabetologia ha fatto il suo ingresso Ability, uno strumento di screening per individuare tempestivamente le complicanze da piede diabetico. Lo strumento è stato donato dall’Associazione autonoma diabetici piacentini che si trova in un particolare momento di fermento. Da poco ha infatti inaugurato una sua sede all’interno del reparto stesso. Una stanza, una base operativa, da cui potranno portare avanti le proprie attività ed in particolare il sostegno psicologico e i consigli peri neo diagnosticati e per chi ha problemi generali di gestione della patologia in una sorta di attività di educazione terapeutica. «Lo strumento che ci è stato donato serve per lo screening e la diagnosi iniziale delle persone con diabete che hanno una complicanza agli arti inferiori, l’arteriopatia periferica ostruttiva, ed è un arricchimento per quanto riguarda il percorso del piede diabetico- ha spiegato Donatella Zavaroni, responsabile di Diabetologia- percorso che esiste a Piacenza da qualche anno e che si uniforma alle linee di indirizzo che sono state da poco ufficializzate dalla Regione». Lo strumento è formato da quattro manicotti che vengono applicati agli arti inferiori e superiori del paziente: «Lo strumento consente di calcolare un indice che si chiama “abi” che è la differenza di pressione tra la caviglia e il braccio – ha detto Zavaroni – un esame semplice che dà risultati riproducibili e attendibili semplificando notevolmente l’intervento del personale che in passato doveva eseguire un esame molto più complicato». L’importanza di questo screening è presto detta: «C’è un problema legato al diabete di lungo periodo che riguarda l’assenza di sensibilità protettiva e dolorifica alle gambe tale per cui, molti pazienti, rischiano di non rendersi conto dell’insorgere del piede diabetico proprio per l’assenza di dolore – ha detto Zavaroni  per questo è importantissimo andare a cercare le complicanze derivanti dal piede diabetico e non trascurarle così da evitare l’insorgere, ad esempio, dell’ulcera o arrivare addirittura all’amputazione del piede». Ll piede diabetico colpisce tra il 10 e il 30% dei pazienti diabetici di lungo periodo. Alcuni, come abbiamo già evidenziato, non sentono dolore, altri invece soffrono anche stando fermi. Cado Fantini, presidente dell’Associazione autonoma diabetici piacentini, ha annunciato una importante novità che prenderà il via a novembre: «A seguito di una riorganizzazione del sistema dei prelievi operata dalla direzione del ‘Ausl, sono stati individuati oltre 30 punti prelievo su tutto il territorio provinciale per non costringere più i diabetici a doversi recare in reparto, ma dare loro la possibilità di essere più vicini a casa. Siamo usciti con un’edizione straordinaria del nostro giornale con la mappa di tutti i punti».

Quanto realizzato a Piacenza dai nostri amici della locale associazione dei diabetici è un esempio di quanto abbiamo in programma di realizzare, da settembre, a Bologna e Provincia Metropolitana.

Flash Glucose Monitoring (Libre): cosa dice l’Assessore regionale alla Sanità?

Rispondendo all’interrogazione oggetto n.  4544 presentata dai consiglieri del gruppo Lega Nord del Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna,  l’Assessore regionale alle politiche per la salute dott. Sergio Venturi afferma: il Flash Glucose Monitoring (FGM) è un dispositivo medico di recente immissione in commercio (Certificazione Europea per l’uso in età adulta ottenuta nell’agosto del 2014 e a febbraio 2016 per l’età pediatrica) che consente, nelle persone con diabete mellito, di misurare il livello di glucosio interstiziale tramite un sensore e un trasmettitore che stima poi il valore della glicemia con letture multiple, riducendo sensibilmente la necessità di ricorrere al prelievo capillare. A differenza di altri sensori è privo di allarmi, non richiede calibrazione ed è progettato per rimanere applicato al corpo fino a 14 giorni.

Mentre è evidente l’impatto positivo che questo sistema può avere sulla qualità della vita, dal momento che riduce il numero di punture sul polpastrello, non è però noto l’impatto che può avere sul controllo glicemico. Dal momento che il sistema rileva la concentrazione di glucosio interstiziale e non quella del sangue sono possibili sovra e sottostime del valore della glicemia. Quando i livelli di glucosio diminuiscono rapidamente, ì valori del glucosio ottenuti dal FGM potrebbero essere più alti rispetto ai livelli della glicemia. Al contrario, quando i livelli di glucosio aumentano rapidamente, i valori del glucosio ottenuti dal FGM potrebbero essere più bassi rispetto ai livelli della glicemia.

Per le motivazioni sopracitate la Regione Emilia-Romagna e la FeDER (Federazione Diabete Emilia-Romagna, la quale raccoglie associazioni di pazienti e familiari) hanno ritenuto opportuno avviare un progetto con la finalità generale di raccogliere dati sulle modalità erogative del FGM, valutando l’esperienza sia dei professionisti sia dei pazienti.

Il progetto si sviluppa in un arco temporale di 24 mesi, coinvolge un campione di 700 pazienti affetti da diabete mellito (350 di età adulta e 350 di età pediatrica) ed è stato condiviso con i professionisti delle Aziende sanitarie e il Comitato di Indirizzo della Malattia Diabetica. A maggio 2017 si è concluso l’iter per l’approvazione da parte dei Comitati Etici delle Aziende sanitarie, e le Strutture Diabetologiche hanno poi dato avvio al progetto sulla popolazione identificata.

La Regione, in condivisione con la FeDER, con la Circolare n. 12 del 15/09/2016 aveva comunque già ritenuto di avviare una fase pilota, preliminare alla realizzazione del progetto nella popolazione pediatrica (età 4-11 anni), in concomitanza con l’inizio delle scuole.

I risultati dello studio saranno utili nell’individuazione dei criteri di erogazione del FGM, su tutto il territorio regionale, in un contesto di appropriatezza e sostenibilità, coerentemente con il Piano nazionale per la malattia diabetica (recepito con Dgr 540/2014) e con il DPCM “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza” del 12 gennaio 2017. In particolare, nel DPCM, oltre al compito di garantire i presidi agli assistiti affetti da malattia diabetica, viene assegnato alle Regioni anche quello di disciplinare le modalità di accertamento del diritto alle prestazioni, le modalità di fornitura dei prodotti e i quantitativi massimi concedibili sulla base del fabbisogno, determinato in funzione del livello di gravità della malattia.

Non ultimo, si coglie l’opportunità per precisare che la Regione Emilia-Romagna garantisce i dispositivi finalizzati a un ottimale controllo glicemico e alla somministrazione di insulina a tutti i pazienti affetti da diabete mellito. I dispositivi sono acquisiti dalle Aziende sanitarie tramite una gara regionale centralizzata (Convenzione Intercent-ER Fornitura in ambito territoriale di lancette pungidito, strisce reattive e sistemi per la diagnostica rapida della glicemia) sulla base di criteri di sicurezza e di costo-efficacia che tengono conto delle particolari esigenze dell’età pediatrica e adulta, con la formulazione di lotti specifici.

Siamo quelli del padiglione 11 diabetologia e così sia….

Siamo noi un manipolo di volontari di DIABO che, per la prima volta, hanno avviato una presenza di aiuto, supporto e informazione per i diabetici bolognesi presso il centro di riferimento di diabetologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, in anteprima oggi 6 luglio e il 13 della prossima settimana. Poi da settembre in via continuativa sia al Sant’Orsola che ospedale Maggiore.

La giornata odierna è stata molto positiva: abbiamo sorpreso i pazienti con i nostri dolci pensieri di benvenuto e alcuni materiali informativi utili per la vita con la malattia. Li abbiamo accompagnati a fare l’accettazione con il nuovo sistema informatico automatizzato. Scambiato parole e fatto compagnia. E per quel poco che può servire siamo stati d’aiuto agli operatori sanitari del centro.

Il viaggio è cominciato, per questa prima giornata desideriamo ringraziare i nostri volontari: Stefania Balboni, Cinzia Francesca Dursi, Roberto Lambertini.

A giovedì 13 luglio ….

Registro diabete

L’Assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, ha risposto all’interrogazione (oggetto 4476)  presentata dal Gruppo Lega Nord in Regione, circa le azioni e le procedure da porre in essere per giungere all’attuazione dei Registri di Patologia (tra i quali il registro per il diabete).

L’Assessorato conferma che sul tema dei registri di patologia, nel rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 196/2003 e in conformità a quanto previsto dall’art. 12, comma 12, del DL 179/2012, convertito dalla Legge 221/2012, la Regione Emilia-Romagna sta adottando una normativa specifica.

A tal fine la Legge regionale 9/2017 {“Fusione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia e dell’Azienda Ospedaliera ‘Arcispedale Santa Maria Nuova’. Altre disposizioni di adeguamento degli assetti organizzativi in materia sanitaria”), prevede all’art. 6 l’istituzione dei registri di rilevante interesse regionale, tra i quali il Registro Diabete.

Attraverso i componenti regionali del Gruppo Interregionale della Privacy (GIP), l’Emilia-Romagna assieme ad altre regioni (Toscana, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento) sta elaborando, con la collaborazione dei funzionari dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, uno schema tipo di regolamento per il funzionamento dei Registri regionali.

Infatti, con regolamento regionale da adottarsi in seguito all’istituzione dei registri regionali e in conformità al parere espresso dal Garante per la protezione dei dati personali (ex D.Lgs. 196/2003), devono essere individuati i tipi di dati sensibili, le operazioni eseguibili e le specifiche finalità perseguite da ciascun registro. Oltre a questi elementi, sono da indicare il titolare del trattamento del singolo registro, i soggetti che possono avervi accesso, i dati che possono conoscere e le misure per la custodia e la sicurezza dei dati.

Infine l’Assessore informa che, anche a livello nazionale, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 12 maggio 2017 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 2017 “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie”, che ricomprende tra i Registri di patologia di rilevanza nazionale e regionale anche il Registro Diabete.

Una considerazione conclusiva: esprimiamo vivo apprezzamento per la risposta dell’Assessorato alla Sanità come DIABO, poiché nell’aprile del 2016 inviammo una nota circa tale materia ove si sottolineava che il registro diabete rappresenta uno strumento per il monitoraggio epidemiologico del diabete mellito e delle sue complicanze. Per la ricerca epidemiologica, l’analisi dell’incidenza e della prevalenza del diabete e delle sue complicanze croniche, i costi diretti e indiretti, l’analisi del diabete in gravidanza, la presenza di altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Anteprima!

Può essere faticoso nella vita trovare la felicità
ma è possibile: basta cercare di render felici gli altri
perché chi ci riesce sarà felice.

Cari lettori, amici e soci di DIABO il viaggio comincia. giovedì 6 e 13 luglio faremo una anteprima della nostra presenza in diabetologia che, a partire dalla seconda metà del prossimo mese di settembre sarà fissa sia presso il policlinico universitario Sant’Orsola che l’ospedale Maggiore di Bologna

Quindi giovedì 6 e 13 luglio, la mattina dalle ore 9, ci troverete presso la diabetologia del policlinico Sant’Orsola, padiglione 11.

Cerca di ascoltare chiunque tu incontri
e pensa che puoi imparare qualcosa da tutti:
da chi ti vuol bene
e anche da chi ti vuol male.

Chiedete e vi sarà dato.

Fattore H

Nel foto: Roberto Lambertini, Cinzia Francesca Dursi, Salvatore Santoro (Presidente AGD Bologna) Agata Magaletta (Presidente DIABO) – credit by dott. Gilberto Laffi

In appena 9 mesi di vita DIABO ne ha già fatta di strada, è un pezzo importante lo abbiamo costruito con la nostra presenza, sabato scorso 27 maggio all’interno dell’evento: “Le Stelle in Sant’Orsola”, un pomeriggio nelle strade del Policlinico dedicato a quanti prestano volontariato, per far conoscere alla città la struttura e come opera. Siamo stati bene assieme, dando informazione alla cittadinanza sul diabete e la nostra realtà. Ma non ci fermiamo qua: presto saremo all’interno delle unità operative che curano i diabetici per ascoltare le esigenze e condizioni dei nostri compagni di patologia, per informare e formare su quanto c’è dentro e attorno gli ambiti dell’universo diabete e farvi fronte assieme.

Ringraziamo tutti coloro che sono stati presenti nel gazebo e i nostri volontari: Agata Magaletta, Roberto Lambertini, Cinzia Francesca Dursi, Flavia Altini, Stefania Balboni, Katia Tura, Mirko Serra, Martina Gombi, Klau Kostaj.

Uno speciale ringraziamento rivolgiamo alla dott.essa Simona Moscatiello dell’Unità Operativa di Diabetologia del Policlinico Sant’Orsola, presente per tutta la durata dell’evento nel nostro gazebo con professionalità, cortesia e grande umanità.

Una stella tra le stelle: DIABO il 27 maggio al Policlinico Sant’Orsola di Bologna

Il Policlinico apre le porte alla città e DIABO c’è!

Stand, laboratori, percorsi, concerti, visite guidate, conferenze e spettacoli:

tante occasioni offerte dal personale e dal volontariato per capire meglio come funziona l’ospedale e come aver cura della propria salute.

Un pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 di sabato 27 maggio 2017, per imparare divertendosi, con tanti gadget e la merenda offerta a tutti i partecipanti nei chioschi con prodotti buoni e salutari lungo i viali del Sant’Orsola.

VI ASPETTIAMO!

Ci trovate con il gazebo davanti all’edicola del Policlinico (quella esterna di fianco alla palazzina bar e cup), con una sorpresa….

Dottore ha un minuto per me? DIABETE – TIROIDE – OBESITA’

Tre incontri su tre temi importanti per la salute pubblica per scoprire insieme i sintomi e le migliori strategie di risposta. Un’occasione per esprimere dubbi o fare domande sui temi del diabete, della tiroide e dell’obesità a cui risponderà il Professor Uberto Pagotto, direttore dell’Unità operativa Diabetologia Endocrinologia Malattie del Ricambio.

DATA E ORA

sab 27 maggio 2017

15:00 – 19:00 CEST

Aggiungi al calendario

LOCALITÀ

Policlinico Sant’Orsola – Malpighi

15 Via Albertoni

Studi medici Padiglione 7 – I piano

Bologna, Emilia-Romagna 40138

Diabetici Insieme a Bologna