Sgasiamoci

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Le bibite gassate, anche quelle ‘dietetiche’, aumentano il rischio di diabete, oltre che di una malattia autoimmune tipica degli adulti. Lo rileva una ricerca pubblicata sull’European Journal of Endocrinology, secondo cui basta una lattina e mezza al giorno per raddoppiare il rischio.

Lo studio del Karolinska Institute ha esaminato i dati di 2800 persone, verificando i loro consumi di bibite gassate e lo stato di salute. Chi beve più di due porzioni da 200 millilitri al giorno, scrivono gli autori, ha un rischio 2,4 volte maggiore di avere il diabete di tipo 2 rispetto a chi non ne beve, e aumenta anche quello di sviluppare una malattia autoimmune chiamata Lada che ha caratteristiche simili al diabete. Per chi consuma un litro di queste bevande al giorno invece il rischio è maggiore di dieci volte. “I dolcificanti artificiali nelle bevande ‘diet’ potrebbero stimolare un appetito ‘distorto’, con un aumento dell’assunzione di cibo.

Bambini, il buongiorno si vede dalla colazione

la-colazione-giusta-per-i-bambini-sana-e-nutrienteNegli ultimi anni numerose pubblicazioni hanno messo in relazione un’adeguata prima colazione con una maggiore capacità di memoria, un miglioramento del livello di ascolto e comprensione, così come nella capacità di risolvere problemi matematici. L’ideale, quindi, prima di andare a scuola. “Io comincio bene” è il nome della campagna lanciata nell’anno scolastico 2016-17. Secondo l’indagine “Le mamme e la colazione dei figli in età scolare”, realizzata dall’Osservatorio Doxa Aidepi, nove mamme su dieci sono convinte che una corretta colazione abbia un impatto positivo sul rendimento scolastico dei propri figli. Uno studio dell’università di Cardiff è arrivato ad associare un buon primo pasto della giornata con migliori voti a scuola, fino a due volte più alti, rispetto ai bambini che la saltano. Una ragione in più per ascoltare quello che i nutrizionisti ripetono da decenni: mai saltarla. Sempre secondo i risultati raccolti dall’Osservatorio Doxa-Aidei sembra che le cose da noi non vadano poi così male: i bambini italiani prima di andare a scuola fanno colazione quasi tutti i giorni (93% tutti i giorni, 6% 3-4 volte a settimana) e preferiscono, come dovrebbe essere, consumarla a casa.

Ma cosa mangiano i bambini e i ragazzi fra i 3 e i 18 anni prima di andare a scuola? Fanno un primo pasto all’insegna del dolce. A farla da padrone sono i biscotti (75% delle preferenze), seguiti da cereali da prima colazione, muesli e riso soffiato (58%), dolci fatti in casa (43%) e merendine (38%). Yogurt, classico o alla frutta, per il 32%. Sceglie pane o fette biscottate con creme spalmabili, marmellata o miele. Per tutti la bevanda preferita al pasto del risveglio è il latte: bevuto da solo (50%) o con aggiunta di polveri al cacao (43%), o con un po’ di caffè, soprattutto per i più grandi, nel classico caffelatte (32%) o cappuccino (23%). Succhi di frutta e spremute confezionate (26%) o fresche (20%) completano il quadro delle bevande più ricorrenti. E la frutta? Il suo consumo è un’abitudine solo per il 18% del campione.

Anche se 7 mamme su 10 dichiarano di leggere con attenzione l’etichetta nutrizionale dei cibi che portano in tavola, nella realtà fanno molta confusione sul peso della colazione nell’ambito del piano alimentare giomaliero, sulla quantità di calorie e sulla tipologia di nutrienti che dovrebbero comporla. Curiosamente sovrastimano il peso percentuale della colazione rispetto a quello degli altri pasti (solo una mamma su quattro, 25%, sa che la colazione dovrebbe assicurare circa il 20% delle calorie giornaliere di cui ha bisogno il proprio bambino, mentre il 75% delle mamme italiane pecca invece per eccesso: la metà circa indica tra il 20 e i130%, mentre i125% risponde addirittura oltre il 30%) e sottostimano la quantità di calorie necessarie perché sia adeguata alle necessità del proprio bambino (una mamma su due ritiene adeguata una colazione tra le 150 e le 300 kcal per un bambino normopeso di 6-10 anni, mentre l’importo corretto varia tra le 300 e le 450 calorie). Mamme “rimandate” anche sulla ottimale ripartizione dei nutrienti per la colazione ideale dei propri figli: circa 1 mamma su 2 ritiene, a torto, che debba essere composta principalmente da proteine, seguite da carboidrati e, infine, grassi. Mentre la formula perfetta è e resta: 70% carboidrati, 20% proteine e 10% grassi.

Gli effetti dell’obesità sottostimati dagli adulti Tre adulti su quattro non sanno che essere in sovrappeso o obesi aumenta la possibilità di sviluppare il cancro. È il dato emerso dal sondaggio online condotto dall’associazione britannica Cancer Research UK, pubblicato sul British medical journal e segnalato anche dall’Agenzia italiana del farmaco sul suo sito. Pur essendo ormai noto che l’essere in sovrappeso possa portare al diabete o malattie cardiache, molto più scarsa è la consapevolezza del rischio di manifestare il cancro. Il 75% degli adulti non è infatti a conoscenza del legame che c’è tra obesità e tumori in generale. Dal sondaggio è emerso che c’è una discreta percezione comune sul legame fra obesità e possibilità di manifestare tumori all’intestino, fegato e pancreas, ma non altrettanto, ad esempio, per il cancro del seno, dell’utero o delle ovaie. L’obesità invece è responsabile di oltre 18mila casi di tumore all’anno, sottolinea lo studio, ed è la seconda causa più comune di cancro prevenibile dopo il fumo. I casi di tumore al seno sono aumentati del 65% negli ultimi 25 anni, come conseguenza di una serie di possibili cause, tra cui l’invecchiamento della popolazione e l’obesità.

Anche questi temi saranno presenti nella Giornata Mondiale del Diabete 2016 di Bologna, il 12 novembre 2016 presso il Centro Commerciale Pianeta di via Larga, dove saranno presenti gli amici dell’Associazione Giovani Diabetici di Bologna congiuntamente a medici e operatori sanitari. Vi aspettiamo!

Pedalare e camminare per frenare il rischio diabete tipo 2 e compensare la glicemia nel diabete tipo 1

ADDIO A PRINCE, IL PICCOLO GENIO DELLA MUSICA

Camminare di buon passo o andare in bici per un totale di 150 minuti a settimana riduce del 26% il rischio di ammalarsi di diabete. Il rischio di malattia si riduce tanto di più, quanto maggiore è il tempo settimanale dedicato all’attività fisica di intensità da moderata a intensa.

Lo rivela una ricerca condotta tra University of Cambridge e University College London e pubblicata sulla rivista Diabetologia.

Con un’ora di esercizio al dì, il rischio di diabete si riduce di quasi la metà (-40%).

Gli esperti hanno analizzato i dati di 23 studi precedentemente pubblicati per un totale di oltre un milione di individui coinvolti, il cui livello di attività fisica è stato analizzato nel tempo, come pure altri fattori che possono incidere sul rischio diabete (dalla dieta al sovrappeso).

Volete saperne di più? Venite al Centro Commerciale Pianeta di via Larga – Bologna dove sabato 12 novembre 2016 faremo la Giornata Mondiale del Diabete. Domenica 13 novembre invece camminata coi nostri medici e personale sanitario dal Porta San Mamolo e Villa Chigi. AGD e DIABO vi aspettano numerosi per stare bene insieme!

Fai il bravo con la dieta mediterranea e campi a lungo: il 12 al Pianeta decolla la salute!

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La dieta mediterranea non è solo il modello alimentare migliore per prendersi cura della propria salute e dell’ambiente, ma potrebbe essere anche “l’elisir di lunga vita” che tutti cercano. Lo sostiene il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) citando uno studio scientifico che ha mostrato come scegliere questa dieta possa incidere in maniera determinante anche sulla longevità, con un impatto che può essere paragonabile a quello che si osserva tra fumatori e non fumatori. Un’alta aderenza a questa dieta, rispetto a chi adotta altri modelli alimentari, può tradursi in circa 4,5 anni di aspettativa di vita in più senza contare che una dieta nutrizionalmente corretta può anche ridurre l’impatto ambientale.

Un binomio, quello tra salute e sostenibilità, che può sintetizzarsi nella ‘Doppia Piramide Alimentare Ambientale’, presentata in anteprima nella nuova versione, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si terrà il 16 ottobre, dal BCFN.

La Doppia Piramide sarà uno dei temi discussi al 7° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, che si terrà a Milano il prossimo 1 dicembre.

Per quanto riguarda la sostenibilità, in Europa c’è da ricordare che la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (31%), superando il riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%). “L’attuale sistema agroalimentare è fondato su un’errata percezione del valore del cibo e su una visione miope di come debba essere prodotto e consumato. Finora non si è tenuto conto della scarsità delle risorse naturali – acqua, terra e aria – e dei danni arrecati dalla malnutrizione e per questo tutti noi siamo chiamati a dare il nostro contributo, anche piccolo, partendo dalle scelte alimentari che facciamo. Adottare un modello come la Dieta Mediterranea, seguendo i principi della Doppia Piramide, può essere una soluzione”, ha spiegato Luca Virginio, Vice Presidente di BCFN.

Il BCFN ha anche identificato alcune località al mondo identificate come ‘Luoghi della longevità’ dove la popolazione vive più a lungo della media e l’incidenza di malattie cardiache è molto bassa. Per l’Italia c’è la Sardegna. Le popolazioni di questi luoghi hanno alcuni tratti comuni: dieta vicina al modello mediterraneo, attività fisica quotidiana, atteggiamento positivo nei confronti della vita, convivialità.

Per saperne di più ti aspettiamo il 12 novembre al Centro Commerciale Pianeta di via Larga a Bologna con AGD per la Giornata Mondiale del Diabete. 

A tavola frutta e verdura fanno bene e non solo ai diabetici: a tutti!

Frutta e verdura ci fanno bene, vuoi saperne di più? Vieni a scoprirlo con noi al Centro Commerciale Pianeta di via Larga a Bologna dove saremo assieme all’Associazione Giovani Diabetici di Bologna sabato 12 novembre 2016 per celebrare la Giornata Mondiale del Diabete e vi daremo tante interessanti informazioni per vivere meglio la vita in salute con il diabete assieme ai nostri medici e personale sanitario. Vi aspettiamo!

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Consigli salutari: se vuoi saperne di più vieni a trovarci il 12 novembre al Pianeta

SCUOLA:COLDIRETTI, AL VIA LEZIONI IN CAMPAGNA PER 1MLN BIMBIChe la mela sia un concentrato di antiossidanti utili alla salute è noto da tempo, ma ora uno studio ne rivela le potenti proprietà antitumorali e spiega in che modo agisce sulle cellule malate. A firmare la scoperta, su Scientific Reports, un gruppo di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr), in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno.

I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela – Annurca, Red Delicious, Golden Delicious – per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti. “I polifenoli della mela – spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr – ostacolano la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon: questo impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale. Inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati”. “L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi – conclude – è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo, agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci”.

Mercato ortofrutticolo della Balduina a Roma.

Mettendo i pomodori in frigo, soprattutto se li si lascia a lungo, se ne ‘uccide’ inesorabilmente e per sempre il sapore. Il motivo è presto detto: sotto i 12 gradi (il frigorifero viene tenuto in media a 4-5) il prodotto si mantiene certamente fresco, ma le temperature fredde interferiscono con gli enzimi che danno un sapore distinto a questo alimento così amato. L’effetto che si ottiene è quindi quello di un pomodoro alla vista lucido, dal colore brillante, invitante nell’aspetto, ma che poi però quando lo si mangia è insipido. A evidenzialo è una ricerca dell’Università della Florida, pubblicata su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences). Per arrivare a questa conclusione il team guidato dal professor Harry Klee ha conservato varietà di pomodoro tradizionali e moderne a 5 gradi centigradi per uno, tre o sette giorni. I prodotti sono stati poi trasferiti a 20 gradi centigradi per uno o tre giorni, per favorirne la maturazione.

Misurando i composti volatili associati al sapore i ricercatori hanno scoperto che questi risultavano ridotti del 65 per cento quando i pomodori erano stati conservati al freddo di un frigorifero per sette giorni.

Significativamente, questi composti chiave non tornavano a un livello normale neppure dopo tre giorni di recupero a temperatura ambiente. Infine, anche da un test di degustazione con 76 consumatori è emerso che questi ultimi, pur non informati preventivamente su quali fossero i pomodori tenuti in frigo per sette giorni, li hanno giudicati meno saporiti di quelli consumati il giorno dopo essere stati raccolti.

Di questi e altri interessanti argomenti troverete informazioni e consigli presso il Centro Commerciale Pianeta di Bologna, dove saremo come DIABO e AGD per la Giornata Mondiale del Diabete 2016 il prossimo 12 novembre: vi aspettiamo

#WDD 2016 Cambia Pianeta!

Giornata Mondiale del Diabete 2016, un fine settimana intenso e ricco d’interesse ci attende sabato 12 novembre e domenica 13. Saremo assieme ai nostri medici del Maggiore e Policinico Sant’Orsola per tutta la giornata del 12 al Centro Commerciale Pianeta di Bologna con una serie di iniziative mai fatte in precedenza. Le sorprese vanno assaporate piano piano e nei prossimi giorni vi daremo qualche dettaglio. Domenica 13 mattina una camminata guidata dai nostri medici e infermieri “metadiabolici” su di un percorso veramente interessante….. Restate sintonizzati su queste pagine e vi aspettiamo al Pianeta. Roger passo e chiudo.

Occhio con il diabete: Giornata Mondiale 2016

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Il tema della Giornata Mondiale del Diabete 2016 è Occhi sul Diabete. Promuovere l’importanza dello screening al fine di garantire la diagnosi precoce del diabete di tipo 2 e il trattamento per ridurre il rischio di complicanze gravi alla vista, primo organo bersaglio della patologia. Lo stesso aspetto riguarda il diabete di tipo 1: la retinopatia diabetica colpisce gli occhi solitamente a 9 anni dall’esordio del diabete e lo fa in modo particolare verso coloro che hanno mantenuto per molto tempo scompensato i valori degli zuccheri nel sangue.

Diabetici Insieme a Bologna sarà presente con un programma ricco di eventi e iniziative e la prossima settimana renderemo noto il palinsesto della giornata prevista per il 12 novembre 2016 su questo sito e negli altri spazi presenti sui social, oltreché con materiale pubblicitario presso le strutture sanitarie di Bologna e Provincia Metropolitana.

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