Consigli salutari: se vuoi saperne di più vieni a trovarci il 12 novembre al Pianeta

SCUOLA:COLDIRETTI, AL VIA LEZIONI IN CAMPAGNA PER 1MLN BIMBIChe la mela sia un concentrato di antiossidanti utili alla salute è noto da tempo, ma ora uno studio ne rivela le potenti proprietà antitumorali e spiega in che modo agisce sulle cellule malate. A firmare la scoperta, su Scientific Reports, un gruppo di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr), in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno.

I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela – Annurca, Red Delicious, Golden Delicious – per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti. “I polifenoli della mela – spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr – ostacolano la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon: questo impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale. Inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati”. “L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi – conclude – è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo, agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci”.

Mercato ortofrutticolo della Balduina a Roma.

Mettendo i pomodori in frigo, soprattutto se li si lascia a lungo, se ne ‘uccide’ inesorabilmente e per sempre il sapore. Il motivo è presto detto: sotto i 12 gradi (il frigorifero viene tenuto in media a 4-5) il prodotto si mantiene certamente fresco, ma le temperature fredde interferiscono con gli enzimi che danno un sapore distinto a questo alimento così amato. L’effetto che si ottiene è quindi quello di un pomodoro alla vista lucido, dal colore brillante, invitante nell’aspetto, ma che poi però quando lo si mangia è insipido. A evidenzialo è una ricerca dell’Università della Florida, pubblicata su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences). Per arrivare a questa conclusione il team guidato dal professor Harry Klee ha conservato varietà di pomodoro tradizionali e moderne a 5 gradi centigradi per uno, tre o sette giorni. I prodotti sono stati poi trasferiti a 20 gradi centigradi per uno o tre giorni, per favorirne la maturazione.

Misurando i composti volatili associati al sapore i ricercatori hanno scoperto che questi risultavano ridotti del 65 per cento quando i pomodori erano stati conservati al freddo di un frigorifero per sette giorni.

Significativamente, questi composti chiave non tornavano a un livello normale neppure dopo tre giorni di recupero a temperatura ambiente. Infine, anche da un test di degustazione con 76 consumatori è emerso che questi ultimi, pur non informati preventivamente su quali fossero i pomodori tenuti in frigo per sette giorni, li hanno giudicati meno saporiti di quelli consumati il giorno dopo essere stati raccolti.

Di questi e altri interessanti argomenti troverete informazioni e consigli presso il Centro Commerciale Pianeta di Bologna, dove saremo come DIABO e AGD per la Giornata Mondiale del Diabete 2016 il prossimo 12 novembre: vi aspettiamo