Complimenti dott. Corona!

Giovanni Corona – Andrologo presidente società Andrologia

E’ Giovanni Corona, medico dell’Ospedale Maggiore di Bologna, il nuovo presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams). Il neoeletto, che è undicesimo nella Top 30 della categoria ‘Reproductive Medicine’, cioè Andrologia, della rivista Lab Times, sarà in carica per il biennio 2019-2020 ed è attualmente il presidente più giovane mai eletto. Corona è anche tra i primi 90 nella Top Italian Scientist che riunisce tutte le categorie scientifiche mediche e non.
La Siams è una società radicata su tutto il territorio nazionale, con 400 iscritti e 28 centri affiliati, che si occupa delle principali problematiche che riguardano la fertilità e la sessualità di coppia.

DIABO augura buon lavoro al  dott. Giovanni Corona che, oltre all’andrologia, segue anche i diabetici presso l’Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Maggiore diretta dalla dottoressa Alessandra Sforza.

Natale a tavola con il diabete? SID et simpliciter

Cene e pranzi si moltiplicano in un vortice di decorazioni festive e di brindisi con bollicine ben augurali. E c’è chi ha già fissato l’appuntamento col dietologo subito dopo l’Epifania. Ma c’è un modo più smart di affrontare le festività natalizie per evitare di doversi trovare a fronteggiare i disastri da stravizi una volta archiviate le feste. Ecco come, con le ‘dritte’ degli esperti della Società Italiana di Diabetologia (SID). I consigli sono per le persone con diabete. Ma molti di questi vanno benissimo anche per il resto della famiglia.
“Le festività natalizie rappresentano un’occasione per riunirsi con i propri familiari e incontrare amici e conoscenti. Come tutti – rassicura il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – anche la persona con diabete deve godere del tempo speso a tavola durante le festività di fine anno e seguendo poche semplici accortezze, allontana il rischio di peggiorare il proprio stato di salute”.
Il decalogo per la persona con diabete a Natale messo a punto dagli esperti della SID contiene alcune regole di buon senso e di facile applicazione che permettono il mantenimento di un buon controllo metabolico, senza perdere il gusto e il piacere di un buon pranzo. “E abbiamo anche aggiunto alcune proposte di menù per i giorni di festa – afferma la dottoressa Maria Ida Maiorino dell’Università Campania ‘L. Vanvitelli’ – che possano fare da guida per la scelta della combinazione giusta dei piatti”.
Ecco dunque i punti del ‘decalogo’: 1.Occhio alle porzioni! Ridurre le quantità delle porzioni di ogni portata, per assaporare tutti i piatti della tradizione senza nuocere eccessivamente alla glicemia 2.Misurare più spesso la glicemia. Prima e dopo i pasti, per diventare consapevoli dei cibi che maggiormente aumentano la glicemia e provvedere eventualmente a correzioni estemporanee con boli addizionali di insulina, per chi ne fa uso 3.Bere tanta acqua. Quando mangiamo di più, bere tanta acqua aiuta la diuresi; al contrario, è bene limitare gli alcolici ed evitare bevande zuccherate 4.Largo alla verdura. Assunta all’inizio di ogni pasto o durante, aiuta a sentirsi sazi più facilmente e limita l’assorbimento degli zuccheri 5.Non restare a digiuno a lungo. Fare dei piccoli spuntini con frutta fresca o cereali integrali protegge da oscillazioni glicemiche ampie, permettendo di giungere al pasto successivo senza troppa fame 6.Usare l’olio extravergine d’oliva. Condire sempre le pietanze con olio extravergine di oliva, un vero toccasana per il cuore e i vasi, evitando l’utilizzo di burro o strutto 7. Dopo i pasti fare un po’ moto. Dopo un pasto sostanzioso, una passeggiata in compagnia o un po’ di ballo con gli amici consentono di attenuare i picchi glicemici post-prandiali 8.Attenzione ai dolci e alla frutta secca. Meglio non consumarli a fine pasto, quando aumenterebbero eccessivamente il carico glicemico. Preferire i dolci fatti in casa, soprattutto se preparati con farine integrali (tipo 2) o di legumi. La frutta secca, in piccole quantità, può essere assunta come uno spuntino tra un pasto e l’altro 9.Usare metodi di cottura sani. Preparare le nostre pietanze usando la cottura al vapore, al forno, alla griglia, ed evitando la frittura 10. Finiti i giorni di festa rimettersi subito in riga.
Compensare tutte le eccezioni seguendo con attenzione il regime dietetico abituale nei giorni non festivi.
Infine un consiglio ‘fuori decalogo’. Condividete la gioia della tavola con i vostri familiari: la vicinanza dei nostri cari ci aiuta a gestire il diabete con giudizio e buon senso. Durante le festività natalizie e per tutto l’anno.

Proposte di menù per i giorni di festa
La vigilia di Natale
Broccoletti di Natale
Spaghetti con le vongole
Branzino (o qualsiasi altro pesce da taglio) al forno
Insalata di rinforzo*
Due noci e tre mandorle

Il giorno di Natale
Minestra ‘maritata’ con carne di manzo magra oppure tortellini vegetariani (senza uova e ripieni di ricotta) al sugo*
Pollo al forno con verdure grigliate oppure carne di manzo in brodo
Due fettine di salame di cioccolata

Il veglione di Capodanno
Paccheri con gamberi, pomodorini e rucola
Assaggio di cotechino e lenticchie
Torta di farina integrale alle mele

Il Capodanno
Trofie al pesto di pistacchi
Salmone al vapore o insalata di mare con germogli di spinaci alle scaglie di grana*
Muffin di farina integrale agli agrumi
Insalata di rinforzo
L’insalata di rinforzo è un piatto tipico della tradizione napoletana natalizia. Essa segue generalmente i secondi di pesce nel cenone della vigilia di Natale, lasciando piacevolmente fresco il palato di chi l’assapora. La base dell’insalata di rinforzo è il cavolfiore insieme alle “papaccelle”, ovvero i piccoli peperoni tondi conservati sottoaceto; nell’insalata, essi sono accompagnati da olive e dalla varietà che si preferisce di sottaceti (cipolline, carote, cetrioli etc), e conditi con olio e aceto.

-1 cavolfiore di media dimensione
-100 gr. dipapaccelle
-100 gr. di olive nere
-100 gr. di olive verdi
-100 gr. capperi sotto sale
-100 gr. sottaceti misti (o giardiniera)
-pepe, sale, olio extravergine d’oliva, aceto

Denoccioliamo le olive nere e le verdi e tagliamole a piccoli pezzetti. Tagliamo a listarelle le papaccelle. Laviamo e puliamo il cavolfiore, eliminiamone le parti più dure e sbollentiamo le cimette in abbondante acqua salata. Scoliamole quando saranno cotte, ma ancora croccanti. Poniamo le cimette di cavolfiore in una insalatiera, condiamo con olio e aceto e aggiungiamo le olive verdi, le olive nere, i capperi, i sottaceti, e le papaccelle. Mescoliamo bene il tutto e lasciamo riposare qualche ora prima di servire. A piacere, possono essere aggiunte all’insalata anche dei filetti di acciuga.

Tortellini vegetariani
I tortellini vegetariani ripieni di ricotta e spinaci sono un’ottima alternativa per chi non voglia rinunciare alla tradizione della pasta ripiena. L’impasto prodotto senza l’uso delle uova rende il piatto leggero e ugualmente gustoso.

Per l’impasto
-400 gr di farina di semola (o altra farina integrale)
-acqua

Per il ripieno
-300 gr di spinaci
-200 gr di ricotta
-30 gr di parmigiano
-Un pizzico di noce moscata

Per il sugo
-pomodori pelati o passato di pomodoro
-1 spicchio di aglio
-olio extravergine di oliva

Lessiamo gli spinaci in acqua salata, strizziamoli e lasciamoli raffreddare. Con l’acqua e la farina formiamo un impasto, lavorandolo fino ad ottenere una palla morbida ed elastica. Stenidamola con l’aiuto di un mattarello, in modo da ottenere una sfoglia sottile. Con uno stampo rotondo o con un bicchiere ricaviamo i tortellini dalla sfoglia. Tagliamo finemente gli spinaci e poniamoli in una terrina, alla quale aggiungeremo la ricotta, il parmigiano e un pizzico di sale e di noce moscata. Lasciamo che il composto si amalgami per bene; quindi, poniamone un cucchiaio colmo al centro delle formine ricavate con lo stampo e chiudiamo a mezza luna. A parte prepariamo il sugo di pomodoro, lasciando soffriggere lo spicchio d’aglio in due cucchiai d’olio bollente, fino a quando l’aglio non risulterà dorato. Aggiungiamo i pelati o il passato di pomodoro e lasciamo cuocere il sugo a fuoco lento per una quindicina di minuti. Cuociamo i tortellini in acqua salata bollente. Scoliamo e condiamo i ravioli con il sugo di pomodoro. Serviamoli caldi.

Torta di mele con farina integrale
Questo semplice dolce, preparato senza burro nè zucchero, conserva la bontà e la genuinità di una torta di mele, con i benefici della farina integrale. Come dolcificante, al miele possiamo sostituire il malto d’orzo, che si sposa bene con le farine integrali, dato il suo gusto generosamente intenso. Possiamo servire la torta anche con una salsa preparata con yogurt greco bianco e un cucchaino di miele.
-150 g di farina integrale o tipo 2
-2 mele
-1 uovo
-80 g di miele
-100 ml di latte
-2 cucchiai di olio di semi
-1 arancia
-1 bustina di lievito
-Cannella q.b.

Dopo aver grattugiato la scorza dell’arancia, spremiamone il succo e teniamolo da parte. Tagliamo le mele a spicchi sottili e bagnamole con il succo dell’arancia. In un pentolino facciamo scoigliere il miele (teniamo il fuoco lento). Mischiamo la farina al lievito; uniamo un poco alla volta l’uovo, il latte, l’olio, il miele e la scorza d’arancia grattugiata. Dopo aver amlgamato bene il tutto, mettiamo il composto in una teglia leggermente imburrata e infarinata. Decoriamo la superficie con le fettine di mele tagliate in precedenza, spolverizziamo con la cannella e inforniamo a 180° per 20-25 minuti.
Salmone al vapore o con germogli di spinaci alle scaglie di grana
Questo secondo piatto abbina ai grassi buoni contenuti nel salmone la freschezza degli spinaci, ricchi di ferro e di antiossidanti.
-4 filetti di salmone fresco senza pelle (circa 120-200 gr ciascuno)
-1 limone
-300 gr di foglioline di spinaci
-50 gr di formaggio grana in scaglie
-olio extravergine d’oliva
-sale e un pizzico di pepe

Insaporiamo i filetti di salmone con il succo di limone, mezzo cucchiaino di sale e il pepe e cuociamo al vapore per 20 minuti. Intanto, laviamo e asciughiamo le foglioline di spinaci e disponiamole in un piatto da portata. Aggiungiamo il formaggio grana in scaglie, e irroriamo il tutto con un po’ di succo di limone e un filo di olio. Quando il salmone sarà pronto, seviamolo in un piatto accanto alla insalatina di spinaci e grana.

L’anno che sta arrivando

Cari lettori e soci di Diabetici Insieme a Bologna, ogni tappa del nostro cammino ci fa crescere e conoscere con l’auspicio di vivere meglio la nostra vita. E’ questo l’intento che mettiamo a disposizione per il nuovo anno, il primo intero di vita di DIABO. Siamo nati lo scorso agosto ora dobbiamo agire concretamente in tutto il territorio della provincia metropolitana e la città di Bologna.

Cosa abbiamo in programma?

In primo luogo e con data di avvio che comunicheremo sia su questo sito e social network e nelle strutture sanitarie, a cominciare dal gennaio ogni settimana per una intera giornata saremo presenti in un locale destinato alle associazioni, sia presso la diabetologia del Policlinico Sant’Orsola – Malpighi che nell’Ospedale Maggiore, allo scopo di essere di supporto ai pazienti e operatori sanitari nel disbrigo delle pratiche medico-legali (esempio: patente, invalidità, esenzioni e presidi)). Azioni di counseling. Informazioni sulle attività promozionali e le novità presenti in ambito diabetico. La nostra presenza sarà facilmente riconoscibile e visibile.

Nel corso del nuovo anno abbiamo in progetto di promuovere incontri pubblici coi nostri medici nei comuni della provincia, con particolare riferimento a: Porretta Terme, Vergato, San Giovanni in Persiceto, San Giorgio di Piano, Bentivoglio, Granarolo dell’Emilia. Se avete richieste per fare incontri analoghi in altre municipalità saranno ben accette.

Poi a novembre si svolgerà la consueta Giornata Mondiale del Diabete, ma non basta: altri eventi, sia nel campo della educazione che nello sviluppo della ricerca in campo scientifico e tecnologico, la solidarietà e aiuto alle fasce più deboli della popolazione diabetica.

Naturalmente ad ogni singolo passo vi terremo aggiornati e chiederemo il vostro sostegno nei diversi appuntamenti e incontri.

DIA.BO augura buon feste e felice anno nuovo!

Fish e fest

Complice la tradizione natalizia che in tante regioni prevede un menu a base di pesce, dalla classica pasta alle vongole, alle cozze gratinate, al salmone scottato, tanto vale fare le scelte giuste per conciliare ‘gusto e salute’. Si scopre così che se le cozze sono ottime alleate per combattere i reumatismi, sempre più in agguato con il repentino cambio di temperature, le vongole sono delle perfette ‘aiuto-spazzine’ dei vasi sanguigni, i gamberi un potente antiossidante salva-invecchiamento, mentre un bel trancio di salmone può conciliare il sonno. Si tratta di alcune delle proprietà terapeutiche spesso nascoste di pesci e molluschi, come rileva la Federcoopesca-Confcooperative in un sondaggio sugli italiani in fatto di cibo e salute. Tre connazionali su 4, infatti, sanno che la dieta alimentare è un alleato fondamentale per rimanere in forma, ma poi 7 su 10, invece di modificare il proprio menu, si ‘cura’ assumendo integratori, un pò perchè non sa un pò per pigrizia.

Tra le 10 dieci specie fresche più acquistate in Italia ci sono proprio le cozze, ricorda la Federcoopesca, che grazie all’alto contenuto di glucosamina sono considerate un forte antinfiammatorio naturale che aiuta a protegge da artrosi e artriti; sono anche fonte di proteine nobili, di vitamine C e B e di diversi sali minerali, come potassio, sodio, fosforo, zinco e ferro. Ad assicurare una vera sferzata di salute, basta seguire la moda optando per pasta cozze e pecorino, ottimo connubio di gusto e salute; il Pecorino Romano e Sardo, infatti, contiene un rapporto ottimale di Omega 3 e Omega 6, grazie al latte di animali alimentati prevalentemente al pascolo ricco di essenze foraggiare diversificate dall’alto valore nutrizionale. Le vongole poi, come un pò tutti i molluschi bivalvi, possiedono una notevole quantità di vitamina B12, particolarmente carente nei regimi alimentari vegani, essenziale per l’azione che ha sul metabolismo dell’omocisteina che contribuisce a tenere nei giusti livelli, evitando che si depositi troppo colesterolo nei vasi sanguigni. Per conciliare il sonno via libera poi al pesce, meglio se grasso dal salmone, al merluzzo, al pesce azzurro. Una ricerca dell’Università norvegese di Bergen ha dimostrato come adulti e bambini con bassi livelli ematici di omega 3 e di vitamina D presentino un maggior rischio di disturbi della qualità del riposo. Insomma un cambio di menu potrebbe essere utile oltre che gustoso, visto che in Italia si consumano meno di 20 chilogrammi l’anno di prodotti ittici, di cui appena il 15% con alto contenuto di omega 3.

N.B.: nella tavola del diabetico il pesce fa bene ma occorre ricordare come alcune specie sono da consumare raramente o per niente come, ad esempio, i frutti di mare, il polpo, i gamberetti poiché apportano alte percentuali di colesterolo e e grassi. Nel caso dei gamberetti poi c’è pure una certa quantità di carboidrati da calcolare.

Algoritmo predice decesso e consiglia cure palliative

Vaccini: Lorenzin, fondi anche per formazione operatori

Un algoritmo predice il decesso di pazienti malati e propone cure palliative con l’obiettivo di contenere la spesa sanitaria. L’ha creata una start up che si chiama Aspire Health e ne parla il Wall Street Journal.

“Possiamo capire se i pazienti moriranno tra una settimana, sei settimane o un anno. Siamo in gradi di prenderci cura di loro con un costo inferiore e con una maggiore soddisfazione degli stessi malati”, spiega William Frist, co-fondatore della società ed ex senatore. La società con sede a Nashville – ha vinto 32 milioni di dollari in finanziamenti da Google Venture – ha gestito la cura di più di 20.000 pazienti in 19 stati, con un risparmio sui piani salute di circa 4mila dollari a paziente, usando le cure palliative. Per identificare i pazienti viene usato un algoritmo, incrociato a consultazioni mediche. E viene effettuata una completa valutazione dei loro bisogni fisici, emotivi e spirituali. Molti di coloro che si iscrivono – spiega il Wsj – sono consapevoli della loro prognosi. Aspire “sta riempiendo un enorme divario tra ospedali e strutture specializzate”, dice al Wall Street Journal Diane E. Meier, direttore del Centro di Advance Palliative Care presso la Facoltà di Medicina dell’Ichan Health System Mount Sinai di New York.

Tra esibizionismo e vergogna, paura

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Nonostante in questo periodo si parli molto di fertilità, i disturbi sessuali, che colpiscono 8 milioni di italiani, sono ignorati dal Sistema Sanitario Nazionale, al punto da non essere presenti nei Lea. Chi ha qualche problema, sottolinea la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) nel suo Libro Bianco, si deve rivolgere spesso ad altri specialisti, come i chirurghi urologi, e rischia di non trovare nella propria regione un centro di riferimento. Per aiutare le coppie, sottolineano gli esperti a congresso a Roma, arriveranno dei ‘bollini di qualità’ per individuare gli specialisti più idonei.
Secondo il Libro Bianco, il primo mai realizzato sul tema in Italia, l’80% dell’offerta di visite arriva dai chirurghi urologi e il 20% dagli endocrinologi. Per i test diagnostici, i pazienti sono costretti a vagare fra i reparti, e l’85-90% deve rivolgersi a varie specialità per test sul liquido seminale.
Inoltre quasi il 90% delle indagini strumentali non viene offerto da strutture di andrologia medica ma da altri reparti, che non sempre posseggono la necessaria alta specializzazione.
Dal documento emerge anche una assistenza pubblica a ‘macchia di leopardo’, in cui accanto a Regioni come Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio dove esiste almeno un centro di eccellenza andrologica, in Lombardia, Piemonte, Calabria e molte altre il vuoto è colmato solo dalle strutture private. “Il Libro Bianco è una denuncia delle gravi carenze del legislatore, in un settore finora ritenuto accessorio, se non addirittura superfluo, ma che riguarda salute e benessere di milioni di italiani – spiega Emmanuele A. Jannini, Presidente SIAMS -. Sono pochissime in Italia le realtà assistenziali dedicate alla salute delle coppie che, quando decidono di cercare aiuto dopo anni di silenzi e imbarazzi, raramente trovano con facilità una risposta ai loro bisogni, e il più delle volte attraverso nomenclatori fittizi”.
La prima necessità, chiedono gli esperti, è la realizzazione di unità assistenziali dedicate all’andrologia e alla medicina sessuale in ogni Regione. “Per soddisfare le esigenze dei pazienti, SIAMS ha appena istituito un sistema di accreditamento delle eccellenze assistenziali di andrologia e medicina della sessualità, con verifica biennale degli standard – sottolinea Jannini -. In questo modo, i cittadini sapranno di rivolgersi a una struttura di provata qualità. Andrologia e medicina della sessualità sono scienze giovani ma non per questo poco importanti; anzi, per l’ottima capacità predittiva di malattie cardiovascolari, neoplastiche, endocrine (il diabete al primo punto), neurologiche, psichiatriche, i sintomi sessuali e riproduttivi svolgono un ruolo centrale nella salute generale dell’individuo”.
Oltre al libro bianco, al congresso sono stati presentati anche nuovi strumenti per indagare su eventuali problemi nella sfera sessuale che richiedono l’intervento del medico, come quello messo a punto per la prima volta da ricercatori italiani che serve a misurare l’intensità dell’orgasmo femminile che sulla falsariga del test per la valutazione del dolore, consente alla donna di fermarsi a riflettere sul suo orgasmo e di indicarne l’intensità su una scala graduata. L’indicazione, spiegano gli esperti, è naturalmente una valutazione soggettiva da parte della donna, “ma i nostri dati mostrano che c’è un legame evidente con eventuali problemi di natura sessuale”.

Glicemia e dieta

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Cambiare l’ordine degli alimenti da ingerire a pranzo e a cena, iniziando con le verdure anziché la pasta. Questa è la chiave per riuscire a tenere meglio sotto controllo il valore della glicemia e dell’insulina dopo i pasti e di conseguenza la chiave per dimagrire. Ne è convinto Pier Luigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, docente universitario e autore di “Conosci il tuo corpo, scegli il tuo cibo”(Aboca 2016).
In Italia il 45% della popolazione è in sovrappeso e vede aumentare per questo il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e disturbi metabolici. “L’epidemia di obesità in corso – commenta – dipende dalla non conoscenza del proprio corpo. Chi ha problemi di peso dovrebbe innanzitutto misurare glicemia e insulina. Il calcolo delle calorie in questo quadro complesso non ha alcun significato”. E’ questo uno dei pilastri della dieta molecolare da lui inventata, basata cioè non sul conteggio delle calorie ma sulla conoscenza delle molecole che si ingeriscono. I cibi infatti, sulla tavola sono uguali per tutti, ma una volta ingeriti ‘dialogano’ in modo diverso con le cellule e il DNA di ognuno. “Ogni volta che mangiamo la composizione del sangue cambia. Se mangiamo correttamente avremo glicemia post pasto bassa, che significa basso livello di insulina, ormone colpevole dell’accumulo di grasso e della continua sensazione di fame”. “Fondamentale quindi, contenere la dose giornaliera di glucosio – specifica – e intervenire sul fegato, vero regista nostro metabolismo: se non si riesce a liberarlo dall’eccesso di grassi, si arriva a una condizione di steatosi epatica (fegato grasso). Questo impedisce la diminuzione del peso corporeo e l’eliminazione dell’insulina dal sangue, determinando uno stato di insulinoresistenza, condizione propedeutica al diabete di tipo 2”.
Insomma, consapevolezza è la parola d’ordine per la salute. E l’alimentazione consapevole si basa su 5 pasti al giorno: colazione proteica, con prosciutto o formaggio fresco e molle accanto ai carboidrati, perché quella tipica italiana è troppo ricca di carboidrati. Un frutto o una centrifuga a metà mattina e a merenda. A pranzo come a cena non si inizia con la pasta, perché aumenta la glicemia, ma con un piatto di verdure fresche finemente tritate, per diminuire il tempo in cui il cibo staziona nell’intestino. Quindi proteine, come formaggi, carne, pesce, uova o legumi e un po’ di pane. E per concludere una zuppa, un minestrone o un passato di verdure, per assorbire sostanze ricche di carotene.

Pier Luigi Rossi, Medico, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Igiene e Medicina Preventiva, docente del Master Alimentazione ed Educazione alla Salute dell’Università degli Studi di Bologna e docente all’Università della Repubblica di San Marino.
Ha ideato il metodo molecolare di alimentazione consapevole ed è autore di libri e ricerche scientifiche. Dal 1990 ad oggi è stato ospite in RAI nelle trasmissioni “Più Sani Più Belli”, “Linea Verde”, “Uno mattina”, “Domenica IN”, “Geo&Geo”, “Occhio alla Spesa”, “Uno mattina Verde”, “Medicina 33”, TG1.