Ciak si gira! Ritorno al futuro parte prima

Raccontava un noto scrittore dell’800 tal Meneleo Palettoni che a descrivere le situazioni sono tutti buoni poi a raccogliere le sensazioni sono ben altre le dimostrazioni da dare.

Beh ieri a Bologna una prova la si è data con la prima nostra Assemblea di Diabetici Insieme A Bologna: un manipolo di coraggiosi diabetici che, tra ferrate e inferriate, ha dato prova di ardimento nel buttarsi dentro a questo progetto chiamato DIABO, per offrire alla vasta platea diabetica valore aggiunto e consapevolezza della malattia senza infingimenti e ipocrisia, ma con positività e amore per la vita.

La Presidente Agata Magaletta, nonostante fosse fresca di infortunio e con tanto di ingessatura, ha illustrato ai soci e  ospiti presenti come DIABO è nata: in primo luogo per dare più visibilità al diabete di tipo 1 adulto , ed essere un’associazione libera che mette in comune le proprie esperienze per risolvere il problema dell’accettazione, dell’autocontrollo del diabete ed evitare le svariate forme delle complicanze nonché raggiungere il buon compenso glicemico. Ancora una volta gli obiettivi sono tesi alla creazione, miglioramento di una diabetologia ad hoc con processi di cura integrati, all’interno delle linee guida approvate dal ministero ma che fanno fatica ad essere applicati. sostenere gli standard di cura del diabete da parte di tutti gli ospedali e case della salute di Bologna e provincia, sviluppare progetti ed iniziative a sostegno dei malati e delle loro famiglie, facendo attenzione alle fasce della popolazione in difficoltà. Creare dei punti di ascolto, di aiuto, di informazione e formazione, promuovere corsi di educazione alimentare, terapeutica per la gestione di applicazioni glicemiche digitali su smart e pc, Far conoscere  i nostri diritti. Occorre fare cerchio, fare il cerchio blu tutto l’anno ovvero essere squadra con un rapporto diretto con i direttori dei centri , con i medici, con gli infermieri, per riportare quelle che sono le necessità dei pazienti e con loro trovare le soluzioni. Entrare nei due ospedali di Bologna, stringere rapporti di collaborazione con l’azienda ASL e con l’ospedale Sant’Orsola e, aumentando il numero di iscritti, volontari poter portare la nostra presenza anche nelle case della salute e negli ospedali della provincia Abbiamo bisogno di tutti coloro che credono nel lavoro dell’associazione, uscire dal silenzio uscire dalla solitudine della malattia.

Rita Lidia Stara Presidente della Federazione Diabete Emilia-Romagna, ci ha ricordato come la sfida per l’associazionismo diabetico oggi è rappresentata dall’essere radicati nel territorio, tra i diabetici sì, come all’interno dei centri di cura, per essere parte integrata e integrante del piano di cura del diabete secondo le direttive nazionali e regionali. In tale contesto FEDER gioco un ruolo chiave nel vitale confronto sulla pianificazione strategica delle risorse volte a implementare il piano delle cronicità, intavolato con lo staff della Regione Emilia-Romagna. Avere associazioni vitali e innovative come DIABO arricchisce la Federazione e la comunità diabetica tutta.

Sono poi intervenuti tutti i responsabili e referenti delle Unità Operative ospedaliere che hanno in cura i diabetici bolognesi. La dottoressa Giovanna Santacroce in rappresentanza dell’Unità Operativa di Diabetologia del Policlinico Sant’Orsola diretta dal professor Uberto Pagotto. La dottoressa Alessandra Sforza direttrice della Unità Operativa di Endocrinologia dell’Ospedale Pizzardi – Maggiore di Bologna e dell’AUSL di Bologna. Il professore Giulio Marchesini direttore  della Struttura Semplice Dipartimentale di Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica. Il dottor Giovanni Corona della Unità Operativa di Endocrinologia dell’Ospedale Pizzardi – Maggiore di Bologna e dell’AUSL di Bologna, nonché uno dei primi 10 migliori andrologi europei. Il dottor Carlo Alberto Roversi direttore sanitario del Centro privato accreditato Hercolani.

Seguiranno aggiornamenti qui come dagli altri canali mediatici. Stay tuned!

Regione: interrogazione sul Flash Glucose Monitoring (CGM) – Libre

Presentata oggi una interrogazione a risposta scritta da parte del consigliere regionale Daniele Marchetti alla Giunta della Regione Emilia-Romagna, circa la prescrizione e messa in disponibilità dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (Flash Glucose Monitor) alias “Freestyle Libre – Abbott”.

L’interrogante evidenzia come il diabete è una malattia cronica in cui si ha un aumento della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità.  L’obiettivo primario nella gestione del diabete consiste nel garantire una soddisfacente qualità di vita, attraverso la prevenzione delle complicanze acute e croniche provocate dalla malattia. La capacità della persona con diabete nel gestire la propria malattia è un ingrediente fondamentale per la prevenzione delle complicanze e garantire una soddisfacente qualità di vita;

Le raccomandazioni per un uso appropriato dei dispositivi medici negli adulti e in età pediatrica definiscono per ogni condizione clinica il bisogno di dispositivi medici della persona (vedi Piano Nazionale del Diabete recepito con atto amministrativo dalla Regione Emilia-Romagna).

Tra i dispositivi per il monitoraggio usati nella nostra regione risultano quelli per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM) ma non vengono inseriti i sistemi di monitoraggio flash; Il sistema di monitoraggio flash della glicemia (Flash Glucose Monitor) viene già utilizzato in altre regioni e viene prescritto e rimborsato dal SSN.

Con il sistema di monitoraggio flash della glicemia si evidenzia come la combinazione di un nuovo sistema di monitoraggio della glicemia in associazione a un miglior utilizzo di un metodo educativo come il conteggio dei carboidrati possa determinare effetti positivi sul controllo glicometabolico dei pazienti.

Ogni metodo utile al conseguimento di risultati positivi per la vita dei pazienti sia da valutare, studiare, sperimentare e utilizzare.

Il consigliere chiede alla Giunta se ha valutato l’ipotesi di dotarsi di sistemi di monitoraggio flash della glicemia (Flash Glucose Monitor) e, come accade in altre regioni, di poterli prescrivere facendoli rimborsare dal SSN.

Il diabete: una malattia silenziosa

Parafrasando il titolo della Conferenza: Diabete, una pandemia silenziosa, tenutasi lo scorso 21 aprile nell’ambito del Festival della Medicina a Bologna e svolta dal professore Giorgio Sesti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia, anche il diabete e i diabetici sono dei malati silenziosi: non fanno rumore, non arrecano disturbo, e quatti quatti fanno le visite, esami prescritti con o senza imprevisti. Lo stesso vale per i nostri medici: fanno onestamente in scienza e coscienza il loro compito di visite e consulenze.

Come si sa il diabete è tutto qua. Finché il diabete và lascialo andare e tu continua a remare per far abbassare la glicemia senza lesinare.

Il professor Sesti ha evidenziato come per la ricerca l’apporto di investimenti nel diabete, attraverso le donazioni individuali, è quantitativamente ridicolo: 100.000 € rispetto ai 120.000.000 € raccolti dalla sola AIRC in Italia. E basta pensare che per determinate complicanze del diabete (retinopatia, nefropatia e neuropatia) i trattamenti terapeutici o sono datati o non sono.

Fare associazione è un compito arduo perché a monte richiede forza di volontà e diabetici che voglio impegnarsi in tale direzione: volontari. Da fare ce n’è per tutti: dalla formazione e informazione passando per l’ascolto dei nostri colleghi di malattia e arrivando al sostegno relazionale, motivazionale verso le situazioni critiche di quanti, e sono tanti, non accettano la malattia, la terapia e convivenza con il diabete.

Cominciamo. Vi aspettiamo sabato 29 aprile per la nostra prima assemblea di DIA.BO – alle ore 15.30 Sala A padiglione 2 Policlinico Sant’Orsola – Malpighi – Bologna.

Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo, e non iniziare.

Confucio

Sanità, Merola sogna in grande «Una fusione tra gli ospedali»

L’idea di Merola «Un sistema unico degli ospedali» Una maxi azienda ospedaliera metropolitana che per la prima volta possa unire 11 policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore, il Bellaria e anche le strutture ospedaliere di Imola. E la proposta, lanciata dal palco del Festival della Scienza medica, dal sindaco Virginio Merola, che ha già incassato l’ok del rettore Francesco Ubertini. Sanità, Merola sogna in grande «Una fusione tra gli ospedali» Il progetto di una mega azienda Ira Sant’Orsola, Maggiore, Bellaria e Imola II sì dell’Università Per il rettore Francesco Ubertini si tratta di «un’idea affascinante, l’Ateneo c’è» Un’unica mega azienda ospedaliera metropolitana, che per la prima volta possa unire il policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore. Una grande fusione per tenere assieme anche il Bellaria e le strutture ospedaliere di Imola. E una proposta che farà discutere il mondo della sanità e della politica quella annunciata ieri pomeriggio dal sindaco Virginio Merola sul palco del Festival della Scienza Medica, ma che ha già incassato un via libera pesante, quello del rettore Francesco Ubertini (presente anche lui a palazzo Re Enzo). «E tempo di riconoscere che l’antistorica separazione tra il policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore finisca perché rappresenta un freno allo sviluppo», le parole pronunciate da Merola «in piena trasparenza» davanti a un pubblico certamente interessato, fatto per lo più di accademici, professori, medici e studenti. E arrivato il momento, sostiene il sindaco, «di passare dalla competizione separata alla cooperazione per competere», in modo da lasciarsi alle spalle «la logica della separazione» e approdare «a un nuovo modello basato sull’alleanza e sulla sinergia». Un annuncio che molto prevedibilmente troverà delle ritrosie in campo medico, considerata l’eterna rivalità tra i due grandi poli (e in più si dovrà capire cosa ne pensa Imola). Merola non nasconde che saranno tanti «i problemi di carattere strutturale, organizzativo e gestionale» che questa fusione richiederà. «Ma facciamolo, per uscire dal policentrismo» e diventare «un’eccellenza che non avrà uguali in regione e a livello italiano». Ubertini ascolta in diretta l’annuncio e ha poco tempo per rispondere, perché subito dopo tocca a lui intervenire. Il rettore però non si tira indietro e dà il suo ok all’operazione. «Credo sia un’idea affascinante e un progetto coraggioso e innovativo. L’Ateneo c’è,è pronto a fare la sua parte e a lavorare a questo progetto per vedere come questa strada è percorribile assieme». Come si tradurrà questo annuncio di fusione lo spiega l’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo. «L’esito potrebbe essere quello di una grande azienda ospedaliera che riunisca i grandi poli della Città metropolitana, che vuol dire Sant’Orsola, Bellaria, Maggiore e l’azienda sanitaria di Imola. È una strada possibile, ma non l’unica», mette in chiaro. I tempi non saranno brevi ma, per evitare che questo annuncio rimanga tale, nemmeno troppo lunghi «Entro questo mandato», ragiona l’assessore. Tutti le parti in causa dovranno sedersi a un tavolo e capire come fare, soprattutto riguardo alla governance. Due esempi ci sono già, «strade che nella regione si sono già realizzate a Modena e Reggio Emilia, ma qui parliamo di un’ambizione inedita sul panorama internazionale». Le ragioni che hanno portato Palazzo d’Accursio a spingersi fin qui è sempre Rizzo Nervo a raccontarle: «Servono reti cliniche integrate, mentre ora le due aziende ogni tanto rappresentano un elemento di frammentazione. Ma se si vuole giocare la Champions League bisogna avere íl coraggio di cooperare».

Festival Medicina Bologna: una pandemia silenziosa: il diabete mellito

Venerdì 21 APRILE 2017 ORE 18.00 – SALA DELLA CULTURA – PALAZZO PEPOLI. MUSEO DELLA STORIA DI BOLOGNA (via Castiglione, 8)
Una pandemia silenziosa: il diabete mellito
Con il Prof.  Giorgio Sesti Presidente SID
a cura di: Società Italiana di Diabetologia e Fondazione Diabete Ricerca Onlus
Il diabete mellito dilaga. In Italia i casi noti erano circa 1,5 milioni nel 1985 e ora sono circa 4 milioni. Accanto ai casi noti non va dimenticato il milione di persone inconsapevoli della loro malattia. Perché spesso, e talora per anni e anni, il diabete non dà segni di sé. I problemi nascono proprio dalla mancanza di disturbi, dal silenzio clinico. Finché qualcosa non irrompe sulla scena.

Buona Pasqua!

 

Per la Pasqua festeggiamo l’amore che Gesù Cristo ci ha dato. Auguro che tutti possano sentire la Sua voce oggi e sempre, in ogni istante della vita. Buona Pasqua da parte di mia a tutti i lettori, soci DIA.BO, ai diabetici, medici, infermieri e operatori sanitari e arrivederci per il prossimo 29 aprile nella nostra prima assemblea!

La Presidente

Agata Magaletta

Interrogazione in Regione circa il registro sanitario per il diabete

Regione Emilia-Romagna – il Gruppo della Lega Nord ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale relativamente all’attuazione del “Piano regionale della malattia diabetica” per il quale lunedì 10 aprile vi è stata in Commissione sanità una informativa da FeDER (Federazione diabete Emilia Romagna) nella quale risultano essenziali i registri di patologia ritenuti uno strumento importante per la qualità dell’assistenza

Nell’interrogazione si sottolinea come molti registri di patologia, tra cui quelli dei diabetici e dei tumori, sono ostacolati in attesa di decreti attuativi del Governo che ne impediscono o limitano di fatto l’ uso;

Gli interroganti rilevano come, in alternativa ai decreti attuativi, già in ritardo coi tempi previsti, l’ unica soluzione per superare le problematiche dell’utilizzo di questi registri sarebbe una normativa regionale;

L’Assessorato Politiche per la Salute informa di un dibattito aperto per superare i ritardi dei decreti, raccontando di un Progetto di Legge Regionale che andrebbe a normare i registri delle patologie.

Durante la discussione si viene a conoscenza che la Regione avrebbe instaurato anche una discussione con il Garante della privacy relativamente alla normativa per i registri delle patologie, e tale proposito con l’interrogazione si chiede di sapere se la Regione stia lavorando ad una normativa per attuare i Registri di patologia.

Giornata prevenzione piede diabetico – Bologna 21 aprile 2017

Il diabete, prevenire le complicanze e migliorare la qualità della vita. Ti aspettiamo il 21 aprile per uno screening gratuito ed uno specialista a disposizione per risolvere ogni dubbio. Passa da noi per una prenotazione, oppure con la mail farmacia.chillemi@gmail.com

Ti informo che il 21 aprile dalle 9 alle 13 facciamo lo screening della neuropatia in farmacia Chillemi di via Bellaria 36 a Bologna

Per prenotazioni

051 544397

https://www.facebook.com/FarmaciaChillemi/

Regione Emilia-Romagna – Sanità. Piano regionale sulla malattia diabetica. Informativa FeDER in commissione

dott.essa Rita Stara Presidente FeDER

10/04/2017 – Il presidente Zoffoli ha sollecitato l’attivazione di un percorso di sburocratizzazione delle procedure con l’obiettivo di incentivare le collaborazioni tra associazioni e sistema sanitario

“Tra il 2004 e il 2013 in Italia 9.500 bambini sotto i 15 anni hanno avuto diagnosi di diabete, quattro di loro non ci sono più, mentre altri sette hanno lesioni permanenti a causa di una diagnosi tardiva. Questi dati non sono certo rassicuranti, in un Paese dove l’assistenza sanitaria è gratuita per tutti”. La presidente della Federazione diabete Emilia Romagna (FeDER), Rita Lidia Stara, è intervenuta sul tema diabete in commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli.

In Emilia-Romagna, ha sottolineato Stara, “siamo riusciti a unire sotto un’unica federazione tutte le associazioni che operano in ambito diabetologico e abbiamo formato 1.200 operatori; tanti, inoltre, sono i progetti attivati, le collaborazioni in essere con le istituzioni e numerose le iniziative rivolte all’informazione”.

Paolo Zoffoli ha ribadito l’importanza del coinvolgimento della scuola nel percorso assistenziale del bambino. Il presidente ha inoltre sollecitato l’attivazione di un percorso di sburocratizzazione delle procedure con l’obiettivo di incentivare le collaborazioni tra associazioni e sistema sanitario.

Anche Giuseppe Paruolo (Pd) ha riaffermato la necessità di incentivare le collaborazioni tra volontariato e sistema sanitario.

Raffaella Sensoli (M5s) è intervenuta per richiedere l’attivazione di procedure più efficaci nella presa in carico di persone con questo tipo di patologia.

“I registri di patologia- è poi intervenuto Daniele Marchetti (Ln)– sono strumento importante per la qualità dell’assistenza, occorre porre l’attenzione su questo argomento”.

La Regione Emilia-Romagna ha recepito le indicazioni del piano nazionale e ha costituito il Comitato di indirizzo della malattia diabetica: i principali obiettivi del piano sono l’adozione di misure idonee a migliorare la qualità di vita e della cura, a ridurre le complicanze, ad aumentare e diffondere le competenze fra gli operatori della rete assistenziale, a coinvolgere le associazioni e a promuovere l’appropriatezza nell’uso delle tecnologie.