Fattore H

Nel foto: Roberto Lambertini, Cinzia Francesca Dursi, Salvatore Santoro (Presidente AGD Bologna) Agata Magaletta (Presidente DIABO) – credit by dott. Gilberto Laffi

In appena 9 mesi di vita DIABO ne ha già fatta di strada, è un pezzo importante lo abbiamo costruito con la nostra presenza, sabato scorso 27 maggio all’interno dell’evento: “Le Stelle in Sant’Orsola”, un pomeriggio nelle strade del Policlinico dedicato a quanti prestano volontariato, per far conoscere alla città la struttura e come opera. Siamo stati bene assieme, dando informazione alla cittadinanza sul diabete e la nostra realtà. Ma non ci fermiamo qua: presto saremo all’interno delle unità operative che curano i diabetici per ascoltare le esigenze e condizioni dei nostri compagni di patologia, per informare e formare su quanto c’è dentro e attorno gli ambiti dell’universo diabete e farvi fronte assieme.

Ringraziamo tutti coloro che sono stati presenti nel gazebo e i nostri volontari: Agata Magaletta, Roberto Lambertini, Cinzia Francesca Dursi, Flavia Altini, Stefania Balboni, Katia Tura, Mirko Serra, Martina Gombi, Klau Kostaj.

Uno speciale ringraziamento rivolgiamo alla dott.essa Simona Moscatiello dell’Unità Operativa di Diabetologia del Policlinico Sant’Orsola, presente per tutta la durata dell’evento nel nostro gazebo con professionalità, cortesia e grande umanità.

Una stella tra le stelle: DIABO il 27 maggio al Policlinico Sant’Orsola di Bologna

Il Policlinico apre le porte alla città e DIABO c’è!

Stand, laboratori, percorsi, concerti, visite guidate, conferenze e spettacoli:

tante occasioni offerte dal personale e dal volontariato per capire meglio come funziona l’ospedale e come aver cura della propria salute.

Un pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 di sabato 27 maggio 2017, per imparare divertendosi, con tanti gadget e la merenda offerta a tutti i partecipanti nei chioschi con prodotti buoni e salutari lungo i viali del Sant’Orsola.

VI ASPETTIAMO!

Ci trovate con il gazebo davanti all’edicola del Policlinico (quella esterna di fianco alla palazzina bar e cup), con una sorpresa….

Dottore ha un minuto per me? DIABETE – TIROIDE – OBESITA’

Tre incontri su tre temi importanti per la salute pubblica per scoprire insieme i sintomi e le migliori strategie di risposta. Un’occasione per esprimere dubbi o fare domande sui temi del diabete, della tiroide e dell’obesità a cui risponderà il Professor Uberto Pagotto, direttore dell’Unità operativa Diabetologia Endocrinologia Malattie del Ricambio.

DATA E ORA

sab 27 maggio 2017

15:00 – 19:00 CEST

Aggiungi al calendario

LOCALITÀ

Policlinico Sant’Orsola – Malpighi

15 Via Albertoni

Studi medici Padiglione 7 – I piano

Bologna, Emilia-Romagna 40138

Diabete – fare team: gli infermieri

Riportiamo questo articolo poiché è una riflessione importante, crediamo, circa la necessità non di potenziare il ruolo del personale infermieristico in diabetologia, specie per la parte educativa-formativa.

Infermieri: tutte le svolte da non rimandare

di Barbara Mangiacavalli (presidente Federazione Ipasvi)

Di infermieri ce ne sono pochi. Soprattutto per far fronte a un quadro epidemiologico che va sempre di più verso la cronicità e la non autosufficienza e che richiede un’assistenza continua a livello territoriale.
Come Federazione Ipasvi abbiamo lanciato un doppio allarme in questo senso. Il primo riguarda i cittadini perché studi internazionali hanno dimostrato che la mortalità aumenta con il diminuire degli organici infermieristici: se si portano da 10 a 6 i pazienti totali affidati a un singolo infermiere si riduce la mortalità dei pazienti del – 20%. E la situazione nel nostro Paese non è ottimale, con una media di 12 pazienti per infermiere e punte fino a 18 dove ci sono i piani di rientro. Il secondo riguarda i professionisti, ma anche i pazienti.
Turni massacranti si traducono in disturbi del sonno, problemi digestivi, stress, aumento di peso, malattie dell’apparato gastroenterico, effetti sulla sfera psicoaffettiva e disturbi cardiovascolari con un aumento del 40% del rischio di malattie coronariche. Ma i danni più subdoli sono quelli ai pazienti che del Ssn hanno fiducia: la ridotta vigilanza può portare a errori clinici che possono compromettere il benessere del paziente e il rischio per turni oltre le 12 ore triplica.

Soluzioni da applicare subito
Le soluzioni sono ormai sotto gli occhi di tutti, dallo sblocco del turn over alla stabilizzazione dei precari, anche se ogni volta che queste possibilità si affacciano all’orizzonte con una norma, un’altra rimanda tutto in stand-by con continui rinvii. Potrebbero esserci soluzioni diverse, perfino a costo zero. Ad esempio, assumendo almeno 10mila unità in part time al 50% si garantirebbe l’effettiva copertura di organici rispetto agli attuali part-time, e in più si comincerebbero a formare nuove leve di professionisti riavviando il ricambio generazionale e avrebbero sicuramente costi inferiori nell’immediato a unità di personale full time. In questo senso ci aspettiamo molto dal nuovo contratto per dare soluzioni. Ma il nuovo contratto potrà agire sul personale, mentre molto spesso la chiave da usare sarebbe quella delle Regioni. Per quanto riguarda il territorio invece, le ipotesi sono già contenute nelle risposte stesse che i cittadini hanno dato all’indagine Censis.
L’analisi dei risultati apre la strada a soluzioni che consentano agli infermieri, specie a i più giovani, di fronteggiare la crisi occupazionale cogliendo le opportunità di mercati in espansione. Ma si deve evitare che questi cadano nella subordinazione di un’intermediazione che punta al ribasso – soprattutto quella di grandi gruppi economici – per far fronte alla domanda di salute dei cittadini.

No al low cost delle tariffe
Quello che noi vorremmo è una “intermediazione amica”, cioè che non punti solo sul low cost tariffario ma sulla qualità e personalizzazione delle prestazioni. L’esito del low cost è solo la riduzione della remunerazione degli infermieri, come accade in ogni mercato di compravendita di servizi e prestazioni. Le retribuzioni crollano verso un valore medio di circa 7 euro l’ora e per alcune tipologie di prestazioni la quota dell’intermediario può arrivare anche ai due terzi del costo della prestazione per il cliente. Con una soluzione intelligente in questo settore – rilancio della professione e vero utilizzo del digitale ad esempio – e con interventi che favoriscano fiscalmente i professionisti coinvolti e le persone che di questo hanno bisogno, potrebbe tagliare il sommerso nel mercato delle prestazioni infermieristiche. Che oggi è secondo il Censis una delle componenti dell’elevato e crescente sommerso di welfare, a sua volta parte integrante del nuovo sommerso di servizi e prestazioni su cui affluisce parte della bolla del risparmio delle famiglie italiane.

Il sommerso
Di fronte a un bisogno stringente che non trova soluzioni adeguate nel pubblico, anche spesso per i tempi di accesso troppo lunghi, gli italiani utilizzano la flessibilità e rapidità di accesso che le risorse di cui dispongono gli consente, si muovono veloci, molto spesso tramite canali informali, e trovano un infermiere che reputano bravo (o chi giudicano in grado di erogare una prestazione infermieristica, rischiando danni peggiori alla salute per mancanza di professionalità e qualità della prestazione), perché esperto e magari già occupato nel pubblico, e in quasi la metà dei casi dichiarano esplicitamente di avere concordato un pagamento in toto o in parte in nero. È un modo per avere l’infermiere di cui si ha bisogno a tariffe convenienti, tagliate del carico fiscale. È l’utilizzo del sommerso per sanare gli squilibri del mercato ufficiale non regolato. Viene da dire niente di eccezionale o di patologicamente specifico delle prestazioni infermieristiche dunque. Ma no, non è così: il nuovo sommerso non deve e non può coinvolgere i professionisti e, in primo luogo, il diritto alla salute.

Da Sole 24 Ore – Sanità

 

Torna a sorridere – 5×1000 a DIABO

5x1000 a DIABO
5×1000 a DIABO

Il 5×1000  destinato a Diabetici Insieme A Bologna – DIA.BO serve per concretizzare questi progetti:

  • Progetto HH – HH sta per ipoglicemia e iperglicemia: fare opera diffusa di informazione e prevenzione per riconoscere, trattare e cercare di prevenire queste gravi e pericolose manifestazioni del diabete.
  • Doctor House – progetto di educazione terapeutica e dietetica  a distanza (streaming) per imparare a gestire al meglio il diabete con particolare attenzione alle fasce di popolazione immigrata, residente distante dai centri abitati e non autosufficiente.
  1. Nel modulo della tua dichiarazione dei redditi, trova lo spazio dedicato alla “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef”.
  2. Firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…”
  3. Inserisci sotto la firma il nostro codice fiscale 91391860375

    5x1000 a DIABO
    5×1000 a DIABO

#safeHANDS

Domani ricorre la Giornata mondiale sull’igiene delle mani, dedicata a celebrare l’importanza di tale pratica nell’ambito sanitario sia per gli operatori sia per i cittadini. L’igienizzazione delle mani rientra fra i sistemi di monitoraggio delle buone pratiche assistenziali utili a garantire la sicurezza dei pazienti e a 12 anni dalla prima campagna di sensibilizzazione — intitolata “Save lives: Clean your hands” promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, cui sono seguite importanti campagne della Regione Emilia Romagna—molti passi avanti sono stati fatti, in tutti i presidi romagnoli. Tant’è vero che le infezioni intraospedaliere sono, nel corso degli anni, diminuite in modo significativo. Per questo motivo sono stati attivati, in occasione della giornata, importanti momenti di sensibilizzazione su tutto il territorio metropolitano, grazie in particolare agli infermieri esperti nel rischio infettivo.