Guardare e andare avanti!

Avete presente le assemblee di condominio? Una gran rottura di palle! Avete presente un’assemblea di associazione di diabetici? Beh accadono risultati analoghi…. Invece? Invece la riunione annuale di DIABO svoltasi ieri è stata tutt’altra cosa.

Oltre alla partecipazione di gente nuova, gli argomenti trattati e gli stimoli apportati dai partecipanti hanno seminato idee e progetti da realizzare per il prossimo futuro.

La Presidente Agata Magaletta oltre a illustrare le attività svolte nel 2017 (che trovate riportate qui nel sito), le quali hanno coinvolto complessivamente migliaia di persone, ha presentato i programmi per quest’anno. Prima di tutto rafforzare la presenza nei centri di diabetologia (Ospedale Maggiore e Policlinico Sant’Orsola e con più forze anche in provincia) dedicando in tali momenti temi di sicuro interesse per i diabetici. Poi un corso sul calcolo dell’insulina in relazione all’apporto dei carboidrati e altri nutrienti, che verrà suddiviso in due puntate: la prima al Sant’Orsola e la seconda al Maggiore (qui anche con applicazioni pratiche in cucina). Poi un progetto specifico per migliorare la comunicazione medico paziente, e su questo vi aggiorneremo nei prossimi giorni. Queste sono cose già in cantiere per le altre una volta che prenderanno forma vi informeremo.

E’ intervenuta poi la Presidente della FEDER (Federazione Diabete Emilia-Romagna) Rita Stara, la quale ha presentato i percorsi che si stanno facendo con la Regione nell’ambito dell’attuazione del piano delle cronicità e del diabete, specie per la formazione del team di diabetologia (medico, infermiere, dietista, podologo) con l’apporto delle associazioni e in particolare mediante la costituenda figura del “paziente esperto” un motivatore, tutor da impiegare nel team. il corso sta partendo in questi giorni.

Poi nell’ambito di nuove figure di facilitazione nel rapporto medico-diabetico sono stati presentati Alessandra Mangatia, diabetica tipo 1 e antropologa che sta preparando una tesi sulla transizione del diabetico dalla pediatria agli adulti e in tale campo sviluppa un percorso teso a migliorare la qualità della comunicazione, comprensione e accettazione del percorso tra i due attori nella patologia. Gianluca Gambatesa invece è un facilitatore che impiega la tecnica di modellazione di percorsi di cambiamento tramite i Lego, tale processo: il serious play® per il sistema sanitario – la sempre maggiore complessità del sistema sanitario, l’importanza del contributo attivo del paziente alla gestione del percorso terapeutico e assistenziale, le nuove esigenze di digitalizzazione, la necessità sempre più pressante di innovare e al contempo ridurre i costi
comportano il dover affrontare nuove sfide. In un mondo e una economia ben descritti dall’acronimo VUCA (Volatile Uncertain Complex Ambiguous) si naviga a vista. Vince l’organizzazione che sa prendere rapidamente decisioni, che investe nelle energie e nella voglia di contribuire a far bene delle persone (cocreazione di valore), che impara a pensare in maniera differente. Questo permette l’emersione di nuovo sapere ed è strumento ideale per affrontare tematiche complesse, definire priorità, esplorare soluzioni, raggiungere visioni condivise.

Per finire congiuntamente le dottoresse Alessandra Sforza (Direttrice dell’Endocrinologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna) e Giovanna Santacroce diabetologa del Centro di riferimento del Policlinico Sant’Orsola di Bologna hanno illustrato le novità relative alle due strutture che, in questo ultimo anno, stanno lavorando in collaborazione: in sintesi nelle due strutture sono stati costituiti ambulatori “adhoc” per le tecnologie applicate al diabete (microinfusori e CGM), per diabete tipo 1, piede diabetico, gravidanza e donna, educazione terapeutica. Al Maggiore poi c’è un apporto specifico, nell’ambito delle problematiche afferenti la sfera riproduttiva e sessuale, relativo alla componente maschile con uno dei massimi esperti in andrologia.

Diverse le domande rivolte ai professionisti da parte dei soci e partecipanti. Ed ora a maggiore ragione occorre darsi una mossa, guardare e andare avanti per il bene di noi tutti diabetici!