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Libre: ancora tu….

Regione Emilia-Romagna: ancora una interrogazione del Consigliere Bignami – Oggetto n. 5779  – circa il dispositivo per la lettura continua della glicemia a domanda Abbott Frrestyle Libre, con la quale chiede all’Assessore alla Sanità Venturi di sapere quali siano le ragioni per cui la Regione ritiene necessaria una “sperimentazione” di ulteriori 24 mesi quando il dispositivo ha già ottenuto a Certificazione Europea e altre Regioni hanno deliberato che può essere rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Se vi sia intenzione, da parte della Regione Emilia Romagna, di dare la possibilità ai diabetici di scegliere se utilizzare il contributo del SSN per l’acquisto delle strisce reattive o per l’acquisto del FreeStyle. Se vi sia intenzione della Regione di inviare un questionario ai diabetici per far scegliere a loro direttamente quale dispositivo ritengano più confacente alle loro necessita.

Che carica!

Mens Sana in Corpore Sano – la camminata guidata dai medici dell’Ospedale Maggiore e dallo storico di Bologna professor Poli, con il patrocinio della AUSL di Bologna e Circolo Rotary Giulietta Masina di San Giorgio di Piano e organizzata dalla nostra Associazione, che ripercorre la rete e canalizzazione idrica della città attraverso un itinerario guidato dall’app per smartphone Utopic lungo 4,6 km a piedi ha registrato un successo di partecipazione senza precedenti.

In un centinaio hanno partecipato all’iniziativa a conclusione della Giornata Mondiale del Diabete edizione 2017.

 

Il cruscotto segna 200!

Giornata Mondiale del Diabete AD 2017 edizione locale San Lazzaro di Savena (BO), nella piazza principale della città alle porte di Bologna, piazza Bracci, famosa alle masse per essere luogo di residenza e abitazione di Cesare Cremonini, Gianni Morandi e Alberto Tomba solo per citare alcuni dei personaggi più famosi.

Oggi 18 novembre in questo luogo abbiamo effettuato in quattro ore di presenza 200 controlli del glicemia con annessa valutazione dei fattori di rischio per il diabete tipo 2,  e nel quadro dei tanti test effettuati sono stati riscontrati quattro casi di patologia non rilevata con livello dello zucchero oltre i 300 mg/dl!

Ma non solo: c’è stato dialogo inteso e positivo con la popolazione sulle tematiche al centro non solo della patologia diabetica, ma della cultura alimentare, degli stili di vita e altri aspetti legati al vivere quotidiano.

102 anni!

Erano anche tanti i diabetici adulti tipo 1, ma anche giovani, che si sono affacciati, presentati nel nostro gazebo.

La scelta fatta quest’anno da DIABO di essere presenti sul territorio, sempre più vicini alle gente non solo ci aiuta a fare meglio ma ci rende veramente felici. Piccolo cameo: il biscotto della salute con il logo DIABO ha avuto un incredibile successo (vedi foto)! Domani ci aspetta la camminata sulle acque a Bologna e poi si continua su questa strada: perché fare del bene ci fa stare bene.

Grazie alla Città di San Lazzaro, grazie ai medici, infermiere e tanti volontari che hanno contribuito in modo determinante a fare di oggi una GRANDE giornata per i diabetici e tutta la società.

La Presidente AGATA MAGALETTA

Un grande passato nel nostro futuro

Non so se avete presente gli aggiornamenti successivi alla release del IOS 10 per Iphone, ecco per effettuarli dovete avere una pazienza olimpica, anzi “mens sana in corpore sano” anzi, ancora meglio sarebbe fare 10000 passi, magari a Bologna, ripercorrendo in superficie la rete di canali che sino 70 anni addietro e più anticamente, faceva da ossatura del sistema nodale, di trasporto ed economico del capoluogo petroniano.

Ieri 16 novembre ha avuto un grande successo di partecipazione e interesse da parte della popolazione, la conferenza 10000 passi sopra le acque presso l’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore che ha presentato l’evento “Mens sana in corpore sano”, il quale si svolgerà domenica mattina 19 novembre.

La Presidente Agata Magaletta ha aperto l’evento, affermando che questa iniziativa è solo la prima di altre a seguire, per informare e coinvolgere i diabetici, e non solo, su iniziative positive e volte a condurre un  corretto e sano stile di vita.

Il professor Marco Poli, storico ha introdotto l’incontro facendo un’ampia e interessante illustrazione del come si è evoluta la rete dei canali in Bologna dall’anno 1000 e  la canalizzazione ha contribuito enormemente a rendere la città un polo di attrazione per investimenti e innovazione, quindi ricchezza per il tessuto urbano.

A seguire il dottor Paolo Macchiagodena, che ha presentato Utopic, l’app per smartphone che sarà impiegata per tracciare il percorso della camminata e illustrare, passo per passo, i punti storici della città con la voce narrante del prof. Poli

Quindi il dottor Giovanni Corona, ha affrontato il rapporto diabete tipo 2 e obesità, una pandemia destinata ad espandersi ancor più secondo le proiezioni fino al 2050. Affrontando poi le ricadute che tale fenomeno ha sulla salute di genere (in questo caso maschile).

Poi il dottor Gerardo Astorino, ha presentato il rapporto tra diabete ed attività fisica, con un taglio esaustivo e arricchito delle tante iniziative in corso a Bologna e provincia in tale ambito. Intervento pieno di spunti e con uno spazio pratico e interattivo presentato da un laureato in scienze motorie il quale, in due minuti, ha dimostrato come anche da fermi possiamo fare attività fisica per cominciare a stare meglio.

Infine la dottoressa Alessandra Sforza, ha affrontato il rapporto diabete e donna. Attualmente esistono oltre 199 milioni di donne che vivono con il diabete. Il totale è destinato ad aumentare a 313 milioni entro il 2040. Due donne su cinque con diabete sono di età riproduttiva: oltre 60 milioni di donne in tutto il mondo. Il diabete è la nona causa principale di morte nelle donne a livello globale, causando 2,1 milioni di morti all’anno. Presso l’Ospedale Maggiore c’è da 10 anni un ambulatorio dedicato sia per seguire le donne con diabete in gravidanza all’interno di un percorso terapeutico definito e personalizzato, così come meglio approcciare la differenza di genere nelle terapie, e l’impatto che queste hanno sulla salute femminile.

L’evento è da ripetere, intanto per chi lo vorrà e potrà vi aspettiamo domani 18 novembre 2017 dalle 9 alle 14 saremo a San Lazzaro di Savena (BO) – piazza Bracci (tra la Chiesa e il Comune) per informare la popolazione circa il diabete in occasione della Giornata Mondiale. E domenica 19 novembre 2017 ore 9 assieme ai medici dell’ospedale Maggiore per 10.000 passi attraverso la storia della città di Bologna, con il percorso delle acque guidato dall’app Utopic per smartphone che gira sia su sistemi Android che IOS per iphone. Una applicazione che aiuta a muoversi, unendo l’attiva fisica con la conoscenza storia e culturale del territorio e del tessuto urbano. Partenza dalla  Chiesa del Valentino via Calari 10.

Per scaricare e installare l’app Utopic cliccare qui

Android – Google Play

Ios – App Store

Diabete è donna: Giornata Mondiale edizione 2017, tante iniziative a Bologna

Il tema del World Diabetes Day 2017 è le donne e il diabete – il nostro diritto ad un sano futuro.

La campagna promuove l’importanza di un accesso praticabile ed equo per tutte le donne a rischio o che vivono con diabete ai medicinali e tecnologie essenziali per la malattia, nell’istruzione all’autogestione e nelle informazioni necessarie per ottenere risultati ottimali col diabete e rafforzare la capacità di prevenire il diabete tipo 2.

Tutte le donne con diabete vogliono un accesso equo e praticabile alle cure, all’istruzione per gestire meglio il diabete e migliorare i risultati della propria salute.

Supporto nei fatti

Attualmente esistono oltre 199 milioni di donne che vivono con ildiabete. Il totale è destinato ad aumentare a 313 milioni entro il 2040.

Due donne su cinque con diabete sono di età riproduttiva: oltre 60 milioni di donne in tutto il mondo.

Il diabete è la nona causa principale di morte nelle donne a livello globale, causando 2,1 milioni di morti all’anno.

Le donne con diabete di tipo 2 hanno 10 volte probabilità in più di avere una malattia coronarica rispetto alle donne senza la condizione.

Le donne con diabete di tipo 1 hanno un rischio aumentato di aborti spontanei o di avere un bambino con malformazioni.

Cosa deve essere fatto

I sistemi sanitari devono prestare un’attenzione adeguata alle specifiche esigenze e priorità delle donne.

Tutte le donne con diabete dovrebbero avere accesso ai medicinali e alle tecnologie essenziali per il diabete, all’istruzione nell’autogestione e alle informazioni necessarie per ottenere risultati ottimali sul diabete.

Tutte le donne con diabete dovrebbero avere accesso ai servizi di pianificazione preconcepimento per ridurre il rischio durante la gravidanza.

Tutte le donne e le ragazze dovrebbero avere accesso all’attività fisica per migliorare i risultati nella salute.

Le donne in gravidanza richiedono un migliore accesso allo screening, alla cura e all’istruzione per ottenere risultati positivi per la salute della madre e del bambino.

DIABO, come potete leggere nelle immagini collegate all’articolo, ha in calendario per novembre un intenso programma di eventi per fare in modo che il diabete, la sua cura e laddove è possibile con la prevenzione (Tipo 2) si infonda nel sentire e nella pratica quotidiana di ciascuno di noi

Sabato 18 novembre 2017 dalle 9 alle 14 saremo a San Lazzaro di Savena (BO) – piazza Bracci (tra la Chiesa e il Comune) per informare la popolazione circa il diabete 

Domenica 19 novembre 2017 ore 9 faremo assieme ai medici dell’ospedale Maggiore 10.000 passi attraverso la storia della città di Bologna, con il percorso delle acque guidato dall’app Utopic per smartphone che gira sia su sistemi Android che IOS per iphone. Una applicazione che aiuta a muoversi, unendo l’attiva fisica con la conoscenza storia e culturale del territorio e del tessuto urbano. Partenza da Chiesa Santa Maria della Pioggia via Riva Reno 122.

Per scaricare e installare l’app Utopic cliccare qui

Ed infine Diabeteasy: la conferenza sul diabete tipo 1, un dialogo diretto medici, ricercatori e diabetici su cura, ricerca e novità in questi campi. Con la partecipazione dei dottori delle Unità Operative Pediatria Diabetologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e del Diabetes Research Institute Ospedale San Raffaele di Milano, ricercatori dell’Università di Bologna e il professor Camillo Ricordi del DRI di Miami in collegamento via Skype. Tutto questo sabato 4 novembre 2017 ore 14 Hotel Royal Carlton via Montebello 8 a Bologna.

Per partecipare occorre la registrazione andando su questo link EVENTBRITE

Mentre il programma integrale dell’evento è consultabile sulla pagina del sito Il Mio Diabete.

 

A San Ruffillo si challenge

Gruppo di volontarie DIABO presenti al Centro Commerciale San Ruffillo (penultima a destra la Presidente Agata Magaletta e la dottoressa Alessandra Sforza)

Sabato mattina scorso  7 ottobre, abbiamo fatto trascorrere un momento importante alla cittadinanza di informazione sul diabete e come prevenirlo (il Tipo 2), arricchito dal nostro servizio di controllo della glicemia gratuito per tutti i partecipanti al raduno ciclistico del Quarto Challenge Marco Talini nonché per i clienti del Centro Commerciale San Ruffillo, il tutto curato da DIABO  e  accompagnato dalla conferenza  sul diabete a cura della dottoressa Alessandra Sforza, direttore del del Dipartimento di Endocrinologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Centinaia di persone hanno ci hanno fatto visita e il prossimo appuntamento sarà per la Giornata Mondiale del Diabete  a metà novembre.

Comunicato Comitato Ciclismo UISP

Quarto Challenge Marco Talini con Diabo il 7 ottobre 17

Mauro Talini, il ciclista diabetico tipo 1  che correva in solitaria dal 1 gennaio 2013 per sostenere i progetti dell’Associazione Internazionale Padre Kolbe Onlus, ha concluso la sua pedalata attraverso l’ America a causa di un incidente, il giorno 13 maggio 2013 nel primo pomeriggio (data e ora messicana) a Trincheras (vicino al confine tra Messico e USA). Dopo aver percorso Argentina, Cile, Perù, Ecuador e Colombia, raggiungendo poi Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala e parte del Messico, da Trincheras in poi Mauro pedalerà per sempre. I suoi messaggi hanno lasciato e lasceranno una scia di luce che è e sarà il fondamento per portare avanti messaggi di Pace e Speranza. In questa pedalata, come nelle precedenti, Mauro ha dimostrato a tutte le persone che lo hanno incontrato o sostenuto da lontano quanto fosse Grande, trasmettendo con la sua parola, propria dei puri di cuore, i suoi messaggi: Diabetes no limits e Povertà no limits. 16142 sono i km percorsi da Mauro e sono i sorrisi e la gioia che ha trasmesso, 16142 sono i limiti che ha superato e le persone che ha aiutato. 16142 sono le speranze che Mauro ha portato dal Sud al Nord del Mondo come dall’ Est all’ Ovest: 16142 sono i ringraziamenti che gli porgiamo. Nei momenti di fatica Mauro non e mai stato solo , ha avuto i suoi compagni di viaggio: il diabete, la bici, Gesu’ e Maria: è sempre stato particolarmente accompagnato e sostenuto dalla sua grande Fede. Mauro ha raggiunto quello che sognava….e la sua corsa l’ha finita nel cuore di Dio…e ci insegnerà sempre a “correre” come lui.

Il suo ultimo post

132•Giorno
12-05-13
Percorso: oltre La Pintada – a 70 km dopo Hermosillo 127 km

Holà,
dove eravamo rimasti ieri?
Che ripartivo, con la sorpresa che il vento mattiniero è scomparso. Bellissimo!
Il dormire in tenda ha i suoi pro e contro, uno è che le glicemie sono ottime… Non potendo avere abbondanza, mangio il giusto razionando… Fiscalissimo in tutto. La fame c’è ma prevale lo spirito di sopravvivenza… Il superfluo se ne va!
È proprio vero, l’essere umano nell’abbondanza si confonde….
Da un paio di giorni è ancora cambiata l’ora, quindi adesso sono a – 9 ore dall’Italia. A me non cambia molto questo cambio, vado con l’orologio dell’alba e del tramonto…
In questo momento sono a Santa Ana, buona pedalata e chissà che il vento diventi il mio alleato per superare il Desierto de Altar… Prime ore contro, da circa un’ora quasi del tutto favorevole…
Ciao hasta luego.

Il prossimo 7 ottobre ci saremo per ricordare Marco: come? Pedalando con lui e facendo informazione per curare e laddove possibile (diabete tipo 2) prevenire il diabete e le sue complicanze.

Vi aspettiamo!

La Presidente Agata Magaletta

Non ci liberi dal male ma almeno dacci il Libre

Regione Emilia-Romagna – Assemblea Legislativa, il consigliere Galeazzo Bignami ha presentato una interrogazione (Oggetto 5199) rivolta alla Giunta regionale circa le modalità di erogazione del sistema FGM (Flash Glucose Monitoring), e in particolare vuole sapere quali siano le ragioni per cui la Regione abbia predisposto una sperimentazione di soli due anni e se possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, nonché far riconoscere, con una apposita legge regionale, il sistema per tutte le persone con diabete e in caso affermativo, in quali tempi.

Infine il consigliere chiede di sapere quali iniziative sono in programma per sensibilizzare la popolazione emiliano-romagnola rispetto al diabete e per far sì che i malati inconsapevoli siano edotti e salvaguardati.

Il consigliere chiede di prendere esempio dal Veneto e rendere più lunga la sperimentazione in Emilia Romagna, oltre che prevedere una legge che riconosca il sistema
Rendere il dispositivo di automonitoraggio della glicemia accessibile a tutti i portatori di diabete e predisporre una sperimentazione più lunga dei due anni previsti dalla Regione Emilia-Romagna. Questo il tema al centro dell’interrogazione presentata alla giunta da Galeazzo Bignami, consigliere di Forza Italia.

“Nella popolazione emiliano-romagnola dai 18 anni in su, -spiega il consigliere- la prevalenza del diabete è attorno 6,7% (sul totale, inclusi i bambini, è del 5,9%) e si può stimare che siano decine di migliaia le persone affette da questa malattia senza esserne però consapevoli”. Bignami, inoltre, cita l’esempio della Regione Veneto, che ha adottato una delibera in cui si definiscono “le modalità e i criteri per la dispensazione dei dispositivi di automonitoraggio della glicemia che adottano il sistema di Fgm (Flash glucose monitoring) rivolti ai pazienti minorenni con patologia e ad adulti in terapia insulinica con particolari necessità”.

La Regione Emilia-Romagna, ricorda il consigliere, “ha avviato un progetto con la finalità di raccogliere dati sulle modalità di erogazione della Fgm, che si sviluppa in un arco temporale di 24 mesi”. Per questo, l’esponente di Forza Italia interroga la Giunta per sapere “quali siano i motivi per cui la Regione ha predisposto una sperimentazione di soli due anni, se sia possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, se vi sia intenzione da parte della Regione di far riconoscere con una apposita legge regionale il sistema per tutti e in quali tempi e quali iniziative intenda portare avanti per sensibilizzare la popolazione emiliano romagnola rispetto al diabete”.

 

Intervista alla dottoressa Alessandra Sforza

Repubblica Bologna del 6 agosto 2017: riproduciamo l’intervista alla direttrice della diabetologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna e di tutta la ASL della provincia metropolitana.

Versione testuale per gli utenti con disabilità visive

Repubblica Bologna di domenica 6 agosto 2017, pagina 5

Diabete, boom di malati lungo la via Emilia in 15 anni 100mila in più

di m.rad.

IL DOSSIER Diabete, boom di malati lungo la via Emilia in 15 anni 100mila in più –  Diabete, in Emilia centomila casi in più. La malattia è sempre più diffusa in regione: in 15 anni un balzo del 71%. Tra gli anziani numeri raddoppiati, Centri specializzati sotto stress per l’aumento delle richieste. Per fortuna i ricoveri per i più gravi sono in calo. QUASI centomila malati in più nell’arco di appena un quindicennio. A conti fatti, è questo il dato che più impressiona dell’ultimo report sul diabete firmato dall’Istat. Perché in regione, cosi come nel resto d’Italia, la malattia del glucosio ha fatto registrare un vero e proprio boom. Nel 2000, infatti, gli emiliano romagnoli che «dichiaravano di essere affetti da diabete» erano solo 131mila, mentre l’anno scorso sono arrivati a quota 225mila. Calcolatrice alla mano, si parla di un netto 71%, un dato che ovviamente ha finito per “stressare” il nostro sistema sanitario, costringendolo in qualche modo a ripensarsi. Le 25 strutture specializzate censite sul nostro territorio provinciale da Siditalia — la Società Italiana di Diabetologia, associazione no profit attiva nel campo della ricerca scientifica e della formazione per medici e operatori sanitari — sono “prese d’assalto” dalla marea di nuovi pazienti. E lo confermano anche i medici in prima linea sul fronte della malattia: «I nostri centri e ambulatori specializzati — dicono — sono pieni e lavorano ormai a pieno ritmo». Inevitabile, del resto: l’aumento delle diagnosi ha come ovvia conseguenza un incremento dei diabetici presi in carico. La rete di assistenza andrebbe dunque potenziata, sottolineano, non tanto del numero di strutture ma della loro dislocazione sul territorio. E, almeno per quanto riguarda i centri dell’Ausl felsinea, andrebbero potenziati nel numero dei professionisti che vi lavorano.

Spulciando tra le tabelle pubblicate qualche settimana fa dall’Istat, peraltro, si scopre anche qualche altro dato interessante. Innanzitutto, l’aumento dei casi di diabete ha interessato soprattutto gli anziani, a conferma che quella dei pensionati è una delle categorie più a rischio: i diabetici dai 65 anni in su sano praticamente raddoppiati, passando dagli 85milia di inizio millennio ad oltre 170mila. In pratica, tre diabetici su quattro in regione hanno i capelli bianchi. In secondo luogo — e qui arriva l’analisi più significativa, che testimonia come nel passare degli anni si sia radicalmente trasformato il trattamento della malattia — tra il 2000 e il 2016 le «dimissioni ospedaliere per diabete in diagnosi principale» si sono quasi dimezzate, passando da 7.102 a 3.826. Tradotto: nonostante la maggiore diffusione della malattia, i ricoveri ospedalieri dovuti in prima battuta al diabete sono drasticamente diminuiti, in parte anche perché la malattia viene diagnosticata con largo anticipo rispetto a quanto avveniva anche solo una quindicina di anni fa. Un vantaggio non da poco, se si considera che la scoperta precoce permette di iniziare prima la terapia, rendendola più efficace e ricorrendo sempre più spesso a visite ambulatoriali ripetute e a controlli del paziente piuttosto che al ricovero ospedaliero. A scapito, però, delle strutture specializzate nel trattamento del diabete, che hanno visto aumentare notevolmente il proprio carico di lavoro.

L’intervista. Alessandra Sforza, endocrinologa dell’Ausl sulle ragioni dell’incremento “Il boom dei pazienti ci ha messi in difficoltà ora potenziare i servizi” LE CAUSE: Vita media più lunga, sedentarietà, diete sbagliate e obesità «SÌ, l’aumento dei pazienti è stato significativo, e in qualche modo ci ha messi tutti in difficoltà. I centri diabetologici lavorano a pieno ritmo e vanno potenziati». E su questo, garantisce Alessandra Sforza, responsabile dell’ Unità operativa di endocrinologia dell’Ausl di Bologna, «non c’è ombra di dubbio». Dottoressa Sforza, ma esattamente a cosa è dovuto questo incremento? «I motivi sono tanti e anche molto diversi tra loro: si va dall’allungamento della vita media agli stili di vita scorretti ( alimentazione non adatta e eccessiva sedentarietà), passando per un incremento del diabete legato all’obesità e per le maggiori probabilità di sopravvivenza di chi viene colpito dalla malattia — l’Istat certifica un calo del 20% della mortalità per diabete ndr — . E, ovviamente, ora c’è anche più sensibilità dal punto di vista diagnostico». Sarebbe a dire? «Da una parte i pazienti sono molto più consapevoli, perché c’è stata una forte sensibilizzazione sulla malattia. Dall’altra, invece, vedo maggiore attenzione sulle diagnosi: rispetto all’inizio del millennio la malattia viene individuata molto prima, e questo ci permette di affrontarla meglio. Abbiamo lavorato molto in questo senso. Certo, ancora oggi una parte dei diabetici non vengono diagnosticati, ma sicuramente in questi anni c’è stato un forte intervento preventivo».

Aumentano tutti i tipi di diabete, indistintamente? «I dati ci mostrano che il diabete di tipo 1, quello giovanile, è rimasto tendenzialmente costante salvo un lieve incremento negli ultimi tempi. Ad aumentare, semmai, è stato soprattutto la diffusione del diabete di tipo 2, che insorge tendenzialmente in età più adulta e rappresenta oltre il 90% di tutte le forme della malattia». Un incremento preoccupante? «Ci preoccupa nel senso che chiaramente il diabete è una patologia cronica con importante impatto sociale. Anche se la mortalità è notevolmente calata nell’ultimo ventennio, l’aspettativa di vita di un diabetico è comunque inferiore rispetto ad un individuo sano. Il diabete è un fattore di rischio per tante altre patologie, e le complicazioni a livello cardiovascolare possono essere molto serie. E poi ci preoccupa perché sicuramente le nostre risorse non sono infinite».

In che senso? «Voglio dire che l’aumento delle diagnosi ha ovviamente comportato un aumento dei pazienti presi in carico, e molti dei nostri centri specializzati lavorano a pieno ritmo. Stiamo cercando di potenziarli, e la nostra Ausl è particolarmente sensibile al problema sia della riorganizzazione che della criticità delle risorse». E fino ad oggi cosa avete fatto? «Abbiamo introdotto i percorsi di gestione integrata con il medico di medicina generale, in modo da adeguare le strutture preposte all’aumento del numero di casi. Questo sistema prevede che solo i pazienti più gravi, e con più complicanze, siano gestiti direttamente dai centri diabetologici, mentre per gli altri casi il diabetologo funge da consulente per il medico di medicina generale. E poi abbiamo investito molto anche sulla prevenzione del diabete attraverso interventi educativi sull’alimentazione e gli stili di vita, con il coinvolgimento di varie figure professionali».

ALESSANDRA SFORZA. — E’ responsabile della endocrinologia dell’Ausl di Bologna. L’ALLARME La malattia del glucosio ha fatto registrare un vero e proprio boom: l’anno scorso gli affetti da diabete sono arrivati a quota 225mila!