Archivi tag: Bologna

Bologna – maxi aziende e Irccs: come cambia la sanità

Presentate le proposte: Maxi aziende e Irccs: come cambia la sanità Due maxi aziende per innovare la sanità bolognese. È il risultato della task force di Regione, Alma Mater e Città metropolitana nata per integrare le aziende sanitarie del territorio: un’azienda ospedaliero-universitaria per le eccellenze di chirurgia e interventistica, che possa diventare Irccs, un’altra sanitario-universitaria per assistenza, ricerca e didattica. Scartata l’ipotesi di fusione delle Ausl di Bologna e Imola.

Un super ospedale dedicato alla chirurgia, con il meglio delle competenze di Sant’Orsola e Ausl, dove fare interventi ma anche ricerca e sperimentazione. Un polo d’eccellenza che nel linguaggio della sanità si chiama Irccs, istituto di ricerca e cura a carattere scientifico. In città ce ne sono già due, il Rizzoli e il Bellaria. E ancora, un’azienda “sanitario universitaria” che metta assieme tutti gli altri servizi e reparti di Sant’Orsola e Ausl – compresi gli ospedali della provincia – assieme all’ateneo di Bologna: dal Maggiore a San Giovanni in Persiceto, dagli ambulatori alle case della salute, anche gli specializzandi per esempio lavoreranno a stretto contatto con gli ospedalieri, e anche a livello territoriale si farà assistenza, didattica e ricerca. È una rivoluzione, quella contenuta nelle cento pagine di documento presentato ieri dall’assessore comunale alla Sanità Giuliano Barigazzi, presidente della conferenza sociale e sanitaria, assieme al rettore Francesco Ubertini e all’assessore regionale Sergio Venturi. Un lavoro durato un anno, da quando il sindaco Virginio Merola lanciò l’idea di integrare le due grandi aziende sanitarie della città. Già, ma come? Il gruppo di lavoro guidato da Gianluca Fiorentini ha lavorato ad alcune proposte tecniche, che da settembre saranno discusse con tutti i protagonisti della sanità. La punta di diamante è rappresentata dal nuovo Irccs, che ha l’ambizione di diventare un riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo della chirurgia. Il percorso non è semplice, serve l’ok della Regione e il via libera del ministero. Ma il nuovo assetto «potrebbe rappresentare un salto di qualità enorme», ha detto ieri Barigazzi durante la spiegazione dell’articolato progetto, che prevede molte novità anche a livello territoriale, come l’attribuzione di più poteri ai manager sul territorio per rispondere alle richieste della popolazione. «È uno studio di profilo internazionale. Mi auguro che dopo il confronto si passi all’innovazione di cui abbiamo bisogno», ha aggiunto Venturi. Il rettore si è detto fiducioso che «il territorio abbia il coraggio e lo sguardo lungo, non è detto che sia facile e che si farà a breve. Saremmo apripista a livello nazionale».

Che carica!

Mens Sana in Corpore Sano – la camminata guidata dai medici dell’Ospedale Maggiore e dallo storico di Bologna professor Poli, con il patrocinio della AUSL di Bologna e Circolo Rotary Giulietta Masina di San Giorgio di Piano e organizzata dalla nostra Associazione, che ripercorre la rete e canalizzazione idrica della città attraverso un itinerario guidato dall’app per smartphone Utopic lungo 4,6 km a piedi ha registrato un successo di partecipazione senza precedenti.

In un centinaio hanno partecipato all’iniziativa a conclusione della Giornata Mondiale del Diabete edizione 2017.

 

Una stella tra le stelle: DIABO il 27 maggio al Policlinico Sant’Orsola di Bologna

Il Policlinico apre le porte alla città e DIABO c’è!

Stand, laboratori, percorsi, concerti, visite guidate, conferenze e spettacoli:

tante occasioni offerte dal personale e dal volontariato per capire meglio come funziona l’ospedale e come aver cura della propria salute.

Un pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 di sabato 27 maggio 2017, per imparare divertendosi, con tanti gadget e la merenda offerta a tutti i partecipanti nei chioschi con prodotti buoni e salutari lungo i viali del Sant’Orsola.

VI ASPETTIAMO!

Ci trovate con il gazebo davanti all’edicola del Policlinico (quella esterna di fianco alla palazzina bar e cup), con una sorpresa….

Dottore ha un minuto per me? DIABETE – TIROIDE – OBESITA’

Tre incontri su tre temi importanti per la salute pubblica per scoprire insieme i sintomi e le migliori strategie di risposta. Un’occasione per esprimere dubbi o fare domande sui temi del diabete, della tiroide e dell’obesità a cui risponderà il Professor Uberto Pagotto, direttore dell’Unità operativa Diabetologia Endocrinologia Malattie del Ricambio.

DATA E ORA

sab 27 maggio 2017

15:00 – 19:00 CEST

Aggiungi al calendario

LOCALITÀ

Policlinico Sant’Orsola – Malpighi

15 Via Albertoni

Studi medici Padiglione 7 – I piano

Bologna, Emilia-Romagna 40138

Sanità, Merola sogna in grande «Una fusione tra gli ospedali»

L’idea di Merola «Un sistema unico degli ospedali» Una maxi azienda ospedaliera metropolitana che per la prima volta possa unire 11 policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore, il Bellaria e anche le strutture ospedaliere di Imola. E la proposta, lanciata dal palco del Festival della Scienza medica, dal sindaco Virginio Merola, che ha già incassato l’ok del rettore Francesco Ubertini. Sanità, Merola sogna in grande «Una fusione tra gli ospedali» Il progetto di una mega azienda Ira Sant’Orsola, Maggiore, Bellaria e Imola II sì dell’Università Per il rettore Francesco Ubertini si tratta di «un’idea affascinante, l’Ateneo c’è» Un’unica mega azienda ospedaliera metropolitana, che per la prima volta possa unire il policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore. Una grande fusione per tenere assieme anche il Bellaria e le strutture ospedaliere di Imola. E una proposta che farà discutere il mondo della sanità e della politica quella annunciata ieri pomeriggio dal sindaco Virginio Merola sul palco del Festival della Scienza Medica, ma che ha già incassato un via libera pesante, quello del rettore Francesco Ubertini (presente anche lui a palazzo Re Enzo). «E tempo di riconoscere che l’antistorica separazione tra il policlinico Sant’Orsola e l’ospedale Maggiore finisca perché rappresenta un freno allo sviluppo», le parole pronunciate da Merola «in piena trasparenza» davanti a un pubblico certamente interessato, fatto per lo più di accademici, professori, medici e studenti. E arrivato il momento, sostiene il sindaco, «di passare dalla competizione separata alla cooperazione per competere», in modo da lasciarsi alle spalle «la logica della separazione» e approdare «a un nuovo modello basato sull’alleanza e sulla sinergia». Un annuncio che molto prevedibilmente troverà delle ritrosie in campo medico, considerata l’eterna rivalità tra i due grandi poli (e in più si dovrà capire cosa ne pensa Imola). Merola non nasconde che saranno tanti «i problemi di carattere strutturale, organizzativo e gestionale» che questa fusione richiederà. «Ma facciamolo, per uscire dal policentrismo» e diventare «un’eccellenza che non avrà uguali in regione e a livello italiano». Ubertini ascolta in diretta l’annuncio e ha poco tempo per rispondere, perché subito dopo tocca a lui intervenire. Il rettore però non si tira indietro e dà il suo ok all’operazione. «Credo sia un’idea affascinante e un progetto coraggioso e innovativo. L’Ateneo c’è,è pronto a fare la sua parte e a lavorare a questo progetto per vedere come questa strada è percorribile assieme». Come si tradurrà questo annuncio di fusione lo spiega l’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo. «L’esito potrebbe essere quello di una grande azienda ospedaliera che riunisca i grandi poli della Città metropolitana, che vuol dire Sant’Orsola, Bellaria, Maggiore e l’azienda sanitaria di Imola. È una strada possibile, ma non l’unica», mette in chiaro. I tempi non saranno brevi ma, per evitare che questo annuncio rimanga tale, nemmeno troppo lunghi «Entro questo mandato», ragiona l’assessore. Tutti le parti in causa dovranno sedersi a un tavolo e capire come fare, soprattutto riguardo alla governance. Due esempi ci sono già, «strade che nella regione si sono già realizzate a Modena e Reggio Emilia, ma qui parliamo di un’ambizione inedita sul panorama internazionale». Le ragioni che hanno portato Palazzo d’Accursio a spingersi fin qui è sempre Rizzo Nervo a raccontarle: «Servono reti cliniche integrate, mentre ora le due aziende ogni tanto rappresentano un elemento di frammentazione. Ma se si vuole giocare la Champions League bisogna avere íl coraggio di cooperare».

Festival Medicina Bologna: una pandemia silenziosa: il diabete mellito

Venerdì 21 APRILE 2017 ORE 18.00 – SALA DELLA CULTURA – PALAZZO PEPOLI. MUSEO DELLA STORIA DI BOLOGNA (via Castiglione, 8)
Una pandemia silenziosa: il diabete mellito
Con il Prof.  Giorgio Sesti Presidente SID
a cura di: Società Italiana di Diabetologia e Fondazione Diabete Ricerca Onlus
Il diabete mellito dilaga. In Italia i casi noti erano circa 1,5 milioni nel 1985 e ora sono circa 4 milioni. Accanto ai casi noti non va dimenticato il milione di persone inconsapevoli della loro malattia. Perché spesso, e talora per anni e anni, il diabete non dà segni di sé. I problemi nascono proprio dalla mancanza di disturbi, dal silenzio clinico. Finché qualcosa non irrompe sulla scena.

Mangia sano, mangia italiano

Ristoranti e bistrot, chioschi di cibo di strada e trattorie, caffè e locali ‘stellati’, per far assaggiare tutti gli ingredienti e i piatti della cucina italiana, rappresentando la cultura, la qualità e la biodiversità gastronomica del Bel Paese. Sono oltre 40 i luoghi del Ristoro di Fico Eataly World, il più grande parco agroalimentare del pianeta, che aprirà a Bologna in ottobre. Il Ristoro nella Fabbrica Italiana Contadina – informa una nota di Eetaly – utilizzerà gli ingredienti in vendita nel grande mercato e realizzati dalle 40 fabbriche che produrranno all’interno del Parco le eccellenze dell’enogastronomia Made in Italy.
Il Ristoro di Fico Eataly World è stato illustrato oggi a Roma con l’evento “Il Fico è quasi maturo” dal fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, insieme a Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese Maeci, Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo del Mibact, Tiziana Primori e Sebastiano Sardo, rispettivamente amministratore delegato e responsabile marketing di Fico Eataly World. A Bologna, Fabbrica Italiana Contadina racchiuderà su 8 ettari – aggiunge la nota – “la meraviglia della biodiversità italiana, attraverso 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta e 6 ettari coperti con 40 fabbriche, oltre 40 luoghi ristoro, botteghe e mercato, aree dedicate allo sport, ai bimbi e ai servizi, 6 aule didattiche, 6 grandi “giostre” educative, teatro e cinema, libreria, un centro congressi modulabile da 50 a 1.000 persone e le attività della Fondazione Fico, al cui interno sono rappresentate tre Università”. “Fico – prosegue la nota – offrirà la possibilità di capire l’agricoltura italiana e la trasformazione alimentare, gustare i piatti migliori, seguire meeting e conferenze, divertirsi ed imparare, scoprendo i segreti dell’agroalimentare italiano”. visitatori troveranno a Fico 16 ristoranti tra cui gli “stellati”: Enrico Bartolini-Le Soste, dove uno fra più importanti chef del panorama italiano e internazionale ospiterà a rotazione cuochi e ristoranti celebri dell’omonima associazione; il ristorante La Pasta, con i primi proposti dalla Trattoria di Amerigo; il ristorante Il Pesce, che vedrà ai fornelli i fratelli Raschi del ristorante “Guido” di Rimini. Da segnalare – aggiunge la nota Eataly – anche l’Osteria dei Borghi più belli d’Italia, dove conoscere 270 splendide località e apprezzarne i prodotti e i piatti tipici. Ci saranno poi Il ristorante Salumi e Formaggi-Osteria del Culatello, curato da Antica Ardenga; il ristorante La Carne curato dal consorzio de La Granda e del grande macellaio-norcino Zivieri; l’autentica Pizzeria napoletana di Rossopomodoro; L’Orto, il ristorante che unisce i prodotti di Riccardo Di Pisa e la cucina di Rosarose Bistrot; il Bistrot della Patata, proposta da Pizzoli in tutte le sue possibili declinazioni e varietà tipiche; il Ristorante Bell’Italia, realizzato da Camst per Eataly, con spazi modulabili per piccoli e grandi eventi; la Vineria dell’Enoteca, con una proposta unica di vini a calice di Fontanafredda accompagnati da stuzzichini e merende all’italiana; l’Osteria del Fritto, di Gaetano e Pasquale Torrente, del celebre ristorante “Convento” di Cetara; la Birreria di Baladin; l’Acetaia-trattoria gnocco e tigelle, dedicata all’aceto soprattutto balsamico, realizzata da Trattoria Cognento; il Bistrot dell’Ulivo, con i classici liguri realizzati dall’osteria genovese Zena Zuena con Olio Roi; I Tartufi, il ristorante gestito da Urbani con l’osteria La Fontana di Bologna. Nella galleria di Fico ci saranno anche tanti chioschi e piccole botteghe, dove provare grandi classici del cibo di strada del BelPaese come la Porchetta “made in Umbria” di Renzini di Norcia; gli Arrosticini abruzzesi di Jubatti Carni; La Piadina di Romagna Food; il Pollo Campese Amadori, allo spiedo ed in tante preparazioni sfiziose. “Essere partner di Fico rappresenta per noi una straordinaria opportunità per far vivere al visitatore un’esperienza coerente con i valori della marca Amadori, come l’italianità dei nostri prodotti, la qualità, la sicurezza della filiera integrata – afferma Francesca Amadori, Responsabile Corporate Communication Amadori. Il pollo di Fico sarà il pollo Campese Amadori, allevato all’aperto in Puglia senza uso di antibiotici, che sarà proposto nel nostro chiosco in tante ricettazioni, dalle più tradizionali e gustose, alle più innovative e moderne”. La Fabbrica Italiana Contadina dedicherà grande spazio anche ai dolci e al buon bere. Un piccolo angolo di Sicilia è la Pasticceria e Specialità Siciliane, affidata a uno dei migliori artigiani italiani, Santi Palazzolo, che “firmerà” anche i gelati della Gelateria Carpigiani. La Cioccolateria proporrà le specialità di Venchi; è di Balocco invece la Biscotteria&Panettoni.

Le prospettive dell’assistenza per i diabetici bolognesi

agdbo-previewDIABO

Giovedì 24 novembre scorso la Direzione Generale del Policlinico Universitario Sant’Orsola di Bologna ha incontrato le associazioni dei diabetici: DIABO, AGD e ADB, per illustrare i programmi operativi e di sviluppo dell’assistenza sanitaria verso i diabetici assistiti per le unità operative presenti in tale complesso ospedaliero. Oltre al Direttore Generale e Direttore Sanitario dell’Azienda c’erano i direttori della Pediatria ed Endocrinologia – Diabetologia congiuntamente a tutti i medici e infermieri in servizio nella medesime unità.

La Presidente DIABO Agata Magaletta è intervenuta presentando le proposte per una proficua collaborazione volta a rafforzare e rilanciare, riqualificare l’assistenza sanitaria ai pazienti diabetici.

Percorsi educativi integrati

Team diabetologico (medico  diabetologo – infermiere/educatore – dietista – psicologo/counselor and more)

Point of care: microinfusore e tecnologie avanzate nella terapia/gravidanza

Fabbisogni risorse e sinergie pubblico/privato/volontariato associativo

Transazione pediatria/adulti

Ottimizzazione tempi nei percorsi del check-up (visita oculistica, cardiologica e nefrologica)

Una sede per noi per accogliere i pazienti ed avere visibilità

Per quanto riguarda Il team Marchesini: è l’architrave del sistema, in quanto rappresenta l’unica struttura a Bologna la quale fa quanto disposto dal Piano Diabete e protocolli sanitari in materia. Educazione sanitaria, alimentare e terapeutica in primis.

Il Direttore Generale dott. Cavalli e il nuovo Direttore facenti funzioni di Diabetologia prof. Pagotto hanno riportato i nostri stessi punti  oltre ad aver rimarcato di voler rafforzare gli organici avvalendosi, in prospettiva, della copertura del turn-over e acquisendo nuove e giovani forze in ambito medico e paramedico sia tramite contratti a tempo che mediante borse di ricerca sui vari trial scientifici presenti e prossimi ad essere avviati.

Pagotto ha dichiarato di voler fare incontri periodici (quadrimestrali) con le associazioni per verificare assieme l’andamento della riorganizzazione, le criticità e osservazioni di merito.

Il Presidente AGD Salvatore Santoro a posto l’attenzione sulla questione della transizione dei giovani adulti diabetici tipo 1 dalla pediatria agli adulti, e la necessità inderogabile di garantire in tale contesto la continuità del percorso assistenziale, senza alcun abbandono da parte dei pazienti. Inoltre circa la pediatria, essendo la struttura con il più alto numero di bimbi e ragazzi assistiti a livello regionale, occorre tenerne conto in funzione dei carichi di lavoro, così come per quanto riguarda la allocazione e distribuzione dei “device” (sensori e microinfusore), investendo maggiore impegno e risorse nel campo della ricerca nella lotta al diabete tipo 1 per cure innovative e sempre migliori.

Le nostra due organizzazioni si sono manifestate come le uniche ad avere e presentare un progetto armonico col tessuto sanitario locale e volto a far cambiare, in meglio, il quadro esistente.