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Quale ruolo per l’infermiere nella gestione del diabete tipo 2?

Presentata in Regione Emilia-Romagna una interrogazione, Oggetto 6348, circa l’attuazione del piano delle cronicità in campo diabetico, e nello specifico per quanto riguarda il Tipo 2, con particolare riferimento al ruolo dell’infermiere nel team diabetologico

la Regione Emilia-Romagna recependo quanto esplicitato nel Piano Nazionale sulla malattia diabetica, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 6 dicembre 2012, ha intrapreso un percorso di ridefinizione dei servizi territoriali volto a integrare le attività svolte dagli operatori sanitari coinvolti nel processo di assistenza e cura delle patologie croniche, fra le quali il Diabete Mellito tipo 2; in merito sono state redatte dalla Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare le “Linee di indirizzo per la Gestione Integrata del Diabete Mellito tipo 2”, aggiornate all’anno 2017.

Fra gli operatori dell’assistenza integrata vi sono i MMG che risulta aderiscano al Progetto remunerati in accordo con Stato e Regione in regime di assistenza integrata, con ambulatorio diabetologico, dietiste, cardiologo. Nelle linee di indirizzo sopra citate vengono definite le attività ed il ruolo degli infermieri dell’ambulatorio per la gestione integrata della cronicità, che devono essere svolte in stretta e continua collaborazione con il Medico di Medicina Generale (MMG), ma non viene chiarito il ruolo dell’infermiere dell’ambulatorio infermieristico di zona.

L’ambulatorio di zona segue alcuni principi per la gestione dei pazienti cronici dettati dalle linee guida relative ai Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali regionali; in particolare il riferimento agli ambulatori cronici, per ciò che riguarda gli ambulatori di zona, concernerebbe lo svolgimento di attività volte a seguire i pazienti portatori di scompenso cardiaco con POTA ufficiale inviati su segnalazione del responsabile del SATER e, da

gennaio 2018, pazienti con ulcere difficili con Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) ufficiale della Regione, mentre non rientrerebbero nei PDTA i pazienti con Diabete Mellito Tipo 2. risulterebbe esserci divergenza nelle modalità di gestione integrata del Progetto Diabete Tipo 2 tra i vari ambulatori della Regione Emilia-Romagna per quanto concerne l’utilizzo della figura dell’Infermiere professionale. In alcune realtà, come ad esempio la specialistica ambulatoriale di Castenaso (Bo) risulterebbe essere utilizzata, in orario di servizio, la figura dell’infermiere dell’ambulatorio di zona, aperto alla cittadinanza, per misurare i parametri ai pazienti inseriti nel progetto regionale dei MMG che, al contrario, erogherebbero le loro prestazioni fuori dall’orario di servizio in regime di Accordo sulla Gestione Integrata percependo una remunerazione extra.

L’interrogante chiede alla Giunta regionale se la presa in carico da parte degli ambulatori di zona non debba riguardare i pazienti con Diabete Mellito tipo 2, in quanto non rientranti nei PDTA ma seguiti in Assistenza Domiciliare Integrata ADI dai MMG. In riferimento al progetto per la Gestione Integrata del Diabete Mellito tipo 2 quale sia il ruolo degli infermieri all’interno degli ambulatori infermieristici del territorio non preposti alla gestione integrata della cronicità e quale sia la definizione di ambulatori cronici. Se sia previsto dalle normative vigenti, specificando nel caso la normativa di riferimento, l’utilizzo degli infermieri degli ambulatori di zona non cronici per la rilevazione dei parametri ai pazienti inseriti nel progetto regionale della Gestione Integrata in orario di servizio ed in orari in cui l’ambulatorio è aperto al pubblico anche in accesso diretto. E se corrisponde al vero che per l’assistenza ai pazienti che aderiscono al Progetto della Gestione Integrata viene corrisposta al singolo Medico una quota annua, in aggiunta a quella capitaria già percepita e, in caso affermativo a quanto ammonti tale quota e come viene inserita nel nomenclatore tariffario l’assistenza ai pazienti portatori di Diabete Mellito Tipo 2.

Se non ritenga che, a maggior ragione nel caso in cui le prestazioni assistenziali del MMG vengano remunerate con compensi extra, vi sia un utilizzo improprio della figura dell’infermiere dell’ambulatorio di zona in orario di servizio anche a discapito della qualità del servizio offerto a tutti gli assistiti del SSN.

 

Diabete: vuoi fare l’esperto?

Inizierà martedì 27 p.v. alle 9.30 il Corso di Formazione ideato e organizzato da Fe.D.E.R e Regione Emilia Romagna ” Il cittadino attivo e competente. Supporto della comunità nella autonomia della persona con patologia cronica e della sua famiglia.”

1° Modulo: Sistema Sanitario e modelli organizzativi

Saluti e introduzione della prima giornata: Kyriakoula Petropulacos, Direttrice Generale della Direzione Cura della persona, Salute e Welfare, Emilia-Romagna

L’impegno della RER per la malattia diabetica.

ore 10.00 Presentazione del corso

ore 0.30 Il Sistema Sanitario Regionale: articolazioni dei servizi; il nuovo PSSR 2017-2019

ore 11.30 D.T.1

ore 12.00 D.T.2 e Obesità

ore 13.00 Diabete Gestazionale

ore 13.30 – 14.00 Question Time a risposta immediata in Aula

Che carica!

Mens Sana in Corpore Sano – la camminata guidata dai medici dell’Ospedale Maggiore e dallo storico di Bologna professor Poli, con il patrocinio della AUSL di Bologna e Circolo Rotary Giulietta Masina di San Giorgio di Piano e organizzata dalla nostra Associazione, che ripercorre la rete e canalizzazione idrica della città attraverso un itinerario guidato dall’app per smartphone Utopic lungo 4,6 km a piedi ha registrato un successo di partecipazione senza precedenti.

In un centinaio hanno partecipato all’iniziativa a conclusione della Giornata Mondiale del Diabete edizione 2017.

 

Il cruscotto segna 200!

Giornata Mondiale del Diabete AD 2017 edizione locale San Lazzaro di Savena (BO), nella piazza principale della città alle porte di Bologna, piazza Bracci, famosa alle masse per essere luogo di residenza e abitazione di Cesare Cremonini, Gianni Morandi e Alberto Tomba solo per citare alcuni dei personaggi più famosi.

Oggi 18 novembre in questo luogo abbiamo effettuato in quattro ore di presenza 200 controlli del glicemia con annessa valutazione dei fattori di rischio per il diabete tipo 2,  e nel quadro dei tanti test effettuati sono stati riscontrati quattro casi di patologia non rilevata con livello dello zucchero oltre i 300 mg/dl!

Ma non solo: c’è stato dialogo inteso e positivo con la popolazione sulle tematiche al centro non solo della patologia diabetica, ma della cultura alimentare, degli stili di vita e altri aspetti legati al vivere quotidiano.

102 anni!

Erano anche tanti i diabetici adulti tipo 1, ma anche giovani, che si sono affacciati, presentati nel nostro gazebo.

La scelta fatta quest’anno da DIABO di essere presenti sul territorio, sempre più vicini alle gente non solo ci aiuta a fare meglio ma ci rende veramente felici. Piccolo cameo: il biscotto della salute con il logo DIABO ha avuto un incredibile successo (vedi foto)! Domani ci aspetta la camminata sulle acque a Bologna e poi si continua su questa strada: perché fare del bene ci fa stare bene.

Grazie alla Città di San Lazzaro, grazie ai medici, infermiere e tanti volontari che hanno contribuito in modo determinante a fare di oggi una GRANDE giornata per i diabetici e tutta la società.

La Presidente AGATA MAGALETTA

Un grande passato nel nostro futuro

Non so se avete presente gli aggiornamenti successivi alla release del IOS 10 per Iphone, ecco per effettuarli dovete avere una pazienza olimpica, anzi “mens sana in corpore sano” anzi, ancora meglio sarebbe fare 10000 passi, magari a Bologna, ripercorrendo in superficie la rete di canali che sino 70 anni addietro e più anticamente, faceva da ossatura del sistema nodale, di trasporto ed economico del capoluogo petroniano.

Ieri 16 novembre ha avuto un grande successo di partecipazione e interesse da parte della popolazione, la conferenza 10000 passi sopra le acque presso l’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore che ha presentato l’evento “Mens sana in corpore sano”, il quale si svolgerà domenica mattina 19 novembre.

La Presidente Agata Magaletta ha aperto l’evento, affermando che questa iniziativa è solo la prima di altre a seguire, per informare e coinvolgere i diabetici, e non solo, su iniziative positive e volte a condurre un  corretto e sano stile di vita.

Il professor Marco Poli, storico ha introdotto l’incontro facendo un’ampia e interessante illustrazione del come si è evoluta la rete dei canali in Bologna dall’anno 1000 e  la canalizzazione ha contribuito enormemente a rendere la città un polo di attrazione per investimenti e innovazione, quindi ricchezza per il tessuto urbano.

A seguire il dottor Paolo Macchiagodena, che ha presentato Utopic, l’app per smartphone che sarà impiegata per tracciare il percorso della camminata e illustrare, passo per passo, i punti storici della città con la voce narrante del prof. Poli

Quindi il dottor Giovanni Corona, ha affrontato il rapporto diabete tipo 2 e obesità, una pandemia destinata ad espandersi ancor più secondo le proiezioni fino al 2050. Affrontando poi le ricadute che tale fenomeno ha sulla salute di genere (in questo caso maschile).

Poi il dottor Gerardo Astorino, ha presentato il rapporto tra diabete ed attività fisica, con un taglio esaustivo e arricchito delle tante iniziative in corso a Bologna e provincia in tale ambito. Intervento pieno di spunti e con uno spazio pratico e interattivo presentato da un laureato in scienze motorie il quale, in due minuti, ha dimostrato come anche da fermi possiamo fare attività fisica per cominciare a stare meglio.

Infine la dottoressa Alessandra Sforza, ha affrontato il rapporto diabete e donna. Attualmente esistono oltre 199 milioni di donne che vivono con il diabete. Il totale è destinato ad aumentare a 313 milioni entro il 2040. Due donne su cinque con diabete sono di età riproduttiva: oltre 60 milioni di donne in tutto il mondo. Il diabete è la nona causa principale di morte nelle donne a livello globale, causando 2,1 milioni di morti all’anno. Presso l’Ospedale Maggiore c’è da 10 anni un ambulatorio dedicato sia per seguire le donne con diabete in gravidanza all’interno di un percorso terapeutico definito e personalizzato, così come meglio approcciare la differenza di genere nelle terapie, e l’impatto che queste hanno sulla salute femminile.

L’evento è da ripetere, intanto per chi lo vorrà e potrà vi aspettiamo domani 18 novembre 2017 dalle 9 alle 14 saremo a San Lazzaro di Savena (BO) – piazza Bracci (tra la Chiesa e il Comune) per informare la popolazione circa il diabete in occasione della Giornata Mondiale. E domenica 19 novembre 2017 ore 9 assieme ai medici dell’ospedale Maggiore per 10.000 passi attraverso la storia della città di Bologna, con il percorso delle acque guidato dall’app Utopic per smartphone che gira sia su sistemi Android che IOS per iphone. Una applicazione che aiuta a muoversi, unendo l’attiva fisica con la conoscenza storia e culturale del territorio e del tessuto urbano. Partenza dalla  Chiesa del Valentino via Calari 10.

Per scaricare e installare l’app Utopic cliccare qui

Android – Google Play

Ios – App Store

Diabete è donna: Giornata Mondiale edizione 2017, tante iniziative a Bologna

Il tema del World Diabetes Day 2017 è le donne e il diabete – il nostro diritto ad un sano futuro.

La campagna promuove l’importanza di un accesso praticabile ed equo per tutte le donne a rischio o che vivono con diabete ai medicinali e tecnologie essenziali per la malattia, nell’istruzione all’autogestione e nelle informazioni necessarie per ottenere risultati ottimali col diabete e rafforzare la capacità di prevenire il diabete tipo 2.

Tutte le donne con diabete vogliono un accesso equo e praticabile alle cure, all’istruzione per gestire meglio il diabete e migliorare i risultati della propria salute.

Supporto nei fatti

Attualmente esistono oltre 199 milioni di donne che vivono con ildiabete. Il totale è destinato ad aumentare a 313 milioni entro il 2040.

Due donne su cinque con diabete sono di età riproduttiva: oltre 60 milioni di donne in tutto il mondo.

Il diabete è la nona causa principale di morte nelle donne a livello globale, causando 2,1 milioni di morti all’anno.

Le donne con diabete di tipo 2 hanno 10 volte probabilità in più di avere una malattia coronarica rispetto alle donne senza la condizione.

Le donne con diabete di tipo 1 hanno un rischio aumentato di aborti spontanei o di avere un bambino con malformazioni.

Cosa deve essere fatto

I sistemi sanitari devono prestare un’attenzione adeguata alle specifiche esigenze e priorità delle donne.

Tutte le donne con diabete dovrebbero avere accesso ai medicinali e alle tecnologie essenziali per il diabete, all’istruzione nell’autogestione e alle informazioni necessarie per ottenere risultati ottimali sul diabete.

Tutte le donne con diabete dovrebbero avere accesso ai servizi di pianificazione preconcepimento per ridurre il rischio durante la gravidanza.

Tutte le donne e le ragazze dovrebbero avere accesso all’attività fisica per migliorare i risultati nella salute.

Le donne in gravidanza richiedono un migliore accesso allo screening, alla cura e all’istruzione per ottenere risultati positivi per la salute della madre e del bambino.

DIABO, come potete leggere nelle immagini collegate all’articolo, ha in calendario per novembre un intenso programma di eventi per fare in modo che il diabete, la sua cura e laddove è possibile con la prevenzione (Tipo 2) si infonda nel sentire e nella pratica quotidiana di ciascuno di noi

Sabato 18 novembre 2017 dalle 9 alle 14 saremo a San Lazzaro di Savena (BO) – piazza Bracci (tra la Chiesa e il Comune) per informare la popolazione circa il diabete 

Domenica 19 novembre 2017 ore 9 faremo assieme ai medici dell’ospedale Maggiore 10.000 passi attraverso la storia della città di Bologna, con il percorso delle acque guidato dall’app Utopic per smartphone che gira sia su sistemi Android che IOS per iphone. Una applicazione che aiuta a muoversi, unendo l’attiva fisica con la conoscenza storia e culturale del territorio e del tessuto urbano. Partenza da Chiesa Santa Maria della Pioggia via Riva Reno 122.

Per scaricare e installare l’app Utopic cliccare qui

Ed infine Diabeteasy: la conferenza sul diabete tipo 1, un dialogo diretto medici, ricercatori e diabetici su cura, ricerca e novità in questi campi. Con la partecipazione dei dottori delle Unità Operative Pediatria Diabetologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e del Diabetes Research Institute Ospedale San Raffaele di Milano, ricercatori dell’Università di Bologna e il professor Camillo Ricordi del DRI di Miami in collegamento via Skype. Tutto questo sabato 4 novembre 2017 ore 14 Hotel Royal Carlton via Montebello 8 a Bologna.

Per partecipare occorre la registrazione andando su questo link EVENTBRITE

Mentre il programma integrale dell’evento è consultabile sulla pagina del sito Il Mio Diabete.

 

Quarto Challenge Marco Talini con Diabo il 7 ottobre 17

Mauro Talini, il ciclista diabetico tipo 1  che correva in solitaria dal 1 gennaio 2013 per sostenere i progetti dell’Associazione Internazionale Padre Kolbe Onlus, ha concluso la sua pedalata attraverso l’ America a causa di un incidente, il giorno 13 maggio 2013 nel primo pomeriggio (data e ora messicana) a Trincheras (vicino al confine tra Messico e USA). Dopo aver percorso Argentina, Cile, Perù, Ecuador e Colombia, raggiungendo poi Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala e parte del Messico, da Trincheras in poi Mauro pedalerà per sempre. I suoi messaggi hanno lasciato e lasceranno una scia di luce che è e sarà il fondamento per portare avanti messaggi di Pace e Speranza. In questa pedalata, come nelle precedenti, Mauro ha dimostrato a tutte le persone che lo hanno incontrato o sostenuto da lontano quanto fosse Grande, trasmettendo con la sua parola, propria dei puri di cuore, i suoi messaggi: Diabetes no limits e Povertà no limits. 16142 sono i km percorsi da Mauro e sono i sorrisi e la gioia che ha trasmesso, 16142 sono i limiti che ha superato e le persone che ha aiutato. 16142 sono le speranze che Mauro ha portato dal Sud al Nord del Mondo come dall’ Est all’ Ovest: 16142 sono i ringraziamenti che gli porgiamo. Nei momenti di fatica Mauro non e mai stato solo , ha avuto i suoi compagni di viaggio: il diabete, la bici, Gesu’ e Maria: è sempre stato particolarmente accompagnato e sostenuto dalla sua grande Fede. Mauro ha raggiunto quello che sognava….e la sua corsa l’ha finita nel cuore di Dio…e ci insegnerà sempre a “correre” come lui.

Il suo ultimo post

132•Giorno
12-05-13
Percorso: oltre La Pintada – a 70 km dopo Hermosillo 127 km

Holà,
dove eravamo rimasti ieri?
Che ripartivo, con la sorpresa che il vento mattiniero è scomparso. Bellissimo!
Il dormire in tenda ha i suoi pro e contro, uno è che le glicemie sono ottime… Non potendo avere abbondanza, mangio il giusto razionando… Fiscalissimo in tutto. La fame c’è ma prevale lo spirito di sopravvivenza… Il superfluo se ne va!
È proprio vero, l’essere umano nell’abbondanza si confonde….
Da un paio di giorni è ancora cambiata l’ora, quindi adesso sono a – 9 ore dall’Italia. A me non cambia molto questo cambio, vado con l’orologio dell’alba e del tramonto…
In questo momento sono a Santa Ana, buona pedalata e chissà che il vento diventi il mio alleato per superare il Desierto de Altar… Prime ore contro, da circa un’ora quasi del tutto favorevole…
Ciao hasta luego.

Il prossimo 7 ottobre ci saremo per ricordare Marco: come? Pedalando con lui e facendo informazione per curare e laddove possibile (diabete tipo 2) prevenire il diabete e le sue complicanze.

Vi aspettiamo!

La Presidente Agata Magaletta

Non ci liberi dal male ma almeno dacci il Libre

Regione Emilia-Romagna – Assemblea Legislativa, il consigliere Galeazzo Bignami ha presentato una interrogazione (Oggetto 5199) rivolta alla Giunta regionale circa le modalità di erogazione del sistema FGM (Flash Glucose Monitoring), e in particolare vuole sapere quali siano le ragioni per cui la Regione abbia predisposto una sperimentazione di soli due anni e se possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, nonché far riconoscere, con una apposita legge regionale, il sistema per tutte le persone con diabete e in caso affermativo, in quali tempi.

Infine il consigliere chiede di sapere quali iniziative sono in programma per sensibilizzare la popolazione emiliano-romagnola rispetto al diabete e per far sì che i malati inconsapevoli siano edotti e salvaguardati.

Il consigliere chiede di prendere esempio dal Veneto e rendere più lunga la sperimentazione in Emilia Romagna, oltre che prevedere una legge che riconosca il sistema
Rendere il dispositivo di automonitoraggio della glicemia accessibile a tutti i portatori di diabete e predisporre una sperimentazione più lunga dei due anni previsti dalla Regione Emilia-Romagna. Questo il tema al centro dell’interrogazione presentata alla giunta da Galeazzo Bignami, consigliere di Forza Italia.

“Nella popolazione emiliano-romagnola dai 18 anni in su, -spiega il consigliere- la prevalenza del diabete è attorno 6,7% (sul totale, inclusi i bambini, è del 5,9%) e si può stimare che siano decine di migliaia le persone affette da questa malattia senza esserne però consapevoli”. Bignami, inoltre, cita l’esempio della Regione Veneto, che ha adottato una delibera in cui si definiscono “le modalità e i criteri per la dispensazione dei dispositivi di automonitoraggio della glicemia che adottano il sistema di Fgm (Flash glucose monitoring) rivolti ai pazienti minorenni con patologia e ad adulti in terapia insulinica con particolari necessità”.

La Regione Emilia-Romagna, ricorda il consigliere, “ha avviato un progetto con la finalità di raccogliere dati sulle modalità di erogazione della Fgm, che si sviluppa in un arco temporale di 24 mesi”. Per questo, l’esponente di Forza Italia interroga la Giunta per sapere “quali siano i motivi per cui la Regione ha predisposto una sperimentazione di soli due anni, se sia possibile rendere il dispositivo accessibile a tutti i portatori della patologia, se vi sia intenzione da parte della Regione di far riconoscere con una apposita legge regionale il sistema per tutti e in quali tempi e quali iniziative intenda portare avanti per sensibilizzare la popolazione emiliano romagnola rispetto al diabete”.

 

Piacenza: diabete, screening delle complicanze grazie ai volontari

Dal quotidiano Libertà di Piacenza  di mercoledì 26 luglio 2017

di Novara Nicoletta

Diabete, screening delle complicanze grazie ai volontari. L’associazione autonoma ha donato un apparecchio che rileva i disturbi localizzati agli arti inferiori dei pazienti di lungo corso

Nel reparto di Diabetologia ha fatto il suo ingresso Ability, uno strumento di screening per individuare tempestivamente le complicanze da piede diabetico. Lo strumento è stato donato dall’Associazione autonoma diabetici piacentini che si trova in un particolare momento di fermento. Da poco ha infatti inaugurato una sua sede all’interno del reparto stesso. Una stanza, una base operativa, da cui potranno portare avanti le proprie attività ed in particolare il sostegno psicologico e i consigli peri neo diagnosticati e per chi ha problemi generali di gestione della patologia in una sorta di attività di educazione terapeutica. «Lo strumento che ci è stato donato serve per lo screening e la diagnosi iniziale delle persone con diabete che hanno una complicanza agli arti inferiori, l’arteriopatia periferica ostruttiva, ed è un arricchimento per quanto riguarda il percorso del piede diabetico- ha spiegato Donatella Zavaroni, responsabile di Diabetologia- percorso che esiste a Piacenza da qualche anno e che si uniforma alle linee di indirizzo che sono state da poco ufficializzate dalla Regione». Lo strumento è formato da quattro manicotti che vengono applicati agli arti inferiori e superiori del paziente: «Lo strumento consente di calcolare un indice che si chiama “abi” che è la differenza di pressione tra la caviglia e il braccio – ha detto Zavaroni – un esame semplice che dà risultati riproducibili e attendibili semplificando notevolmente l’intervento del personale che in passato doveva eseguire un esame molto più complicato». L’importanza di questo screening è presto detta: «C’è un problema legato al diabete di lungo periodo che riguarda l’assenza di sensibilità protettiva e dolorifica alle gambe tale per cui, molti pazienti, rischiano di non rendersi conto dell’insorgere del piede diabetico proprio per l’assenza di dolore – ha detto Zavaroni  per questo è importantissimo andare a cercare le complicanze derivanti dal piede diabetico e non trascurarle così da evitare l’insorgere, ad esempio, dell’ulcera o arrivare addirittura all’amputazione del piede». Ll piede diabetico colpisce tra il 10 e il 30% dei pazienti diabetici di lungo periodo. Alcuni, come abbiamo già evidenziato, non sentono dolore, altri invece soffrono anche stando fermi. Cado Fantini, presidente dell’Associazione autonoma diabetici piacentini, ha annunciato una importante novità che prenderà il via a novembre: «A seguito di una riorganizzazione del sistema dei prelievi operata dalla direzione del ‘Ausl, sono stati individuati oltre 30 punti prelievo su tutto il territorio provinciale per non costringere più i diabetici a doversi recare in reparto, ma dare loro la possibilità di essere più vicini a casa. Siamo usciti con un’edizione straordinaria del nostro giornale con la mappa di tutti i punti».

Quanto realizzato a Piacenza dai nostri amici della locale associazione dei diabetici è un esempio di quanto abbiamo in programma di realizzare, da settembre, a Bologna e Provincia Metropolitana.