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La riscossa di Loiano

Il rilancio per i servizi dell’ospedale Simiani di Loiano. Dall’inizio di luglio, secondo quanto deliberato dall’Ausl, la radiologia raddoppierà il numero delle ore di attività, passando da sei a dodici dal lunedì al venerdì. In programma nelle prossime settimane è anche l’avvio del servizio di fisioterapia e del percorso gastropack che prevede la possibilità di effettuare visite dal gastroenterologo senza la prenotazione al Cup. Dopo anni di proteste da parte dei cittadini, che hanno più volte puntato l’indice contro il progressivo svuotamento di funzioni del Simiani e contro scelte interpretate come una volontà di chiusura dell’ospedale, quella che si compie oggi viene accolta come una decisiva inversione di rotta. «Per la prima volta i servizi sanitari a disposizione della cittadinanza aumentano invece di diminuire – esulta Giulio Masiello, presidente del Cast, il comitato Appennino salute e territorio che a sostegno del Simiani ha raccolto oltre 4mila firme -. Adesso puntiamo a estendere il servizio anche durante il weekend per le urgenze attraverso la reperibilità di un tecnico». Per il comitato il nuovo corso che si sta delineando per il futuro dell’ospedale necessita però di essere ancora monitorato.

Per questa svolta è stato decisivo l’incontro organizzato nei mesi scorsi dal consigliere regionale Igor Taruffi con l’assessore alla sanità Sergio Venturi. In quell’occasione abbiamo avuto garanzie che il servizio, considerato necessario, sarebbe stato mantenuto a prescindere dal numero degli accessi. E questa nuova via mi sembra la più giusta a garanzia della sopravvivenza di un ospedale che sia degno di questo nome». Esprime soddisfazione in merito all’arrivo dei nuovi servizi anche il vicesindaco e assessore alle politiche sanitarie di Loiano Alberto Rocca. «Si sta concretizzando il piano operativo che abbiamo presentato in questi ultimi anni – dice -. E’ per noi molto importante iniziare a toccare con mano i risultati di un lavoro che abbiamo svolto per scongiurare dapprima il pericolo di una chiusura dell’ospedale e per arrivare poi a mettere in atto un suo rilancio».