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atlanT1ca

No, non ci siamo sbagliati, il titolo atlanT1ca è il nome di questo progetto che vedrà dei giovani diabetici tipo 1 salpare tra pochi giorni in mare, per una traversata dell’Oceano Atlantico in solitaria.

Riproduciamo la descrizione di un progetto che sta per realizzarsi:

Il diabete non può e non deve essere più considerato come una malattia che limita le possibilità lavorative o le attività ricreative, neppure nel caso di impieghi molto delicati, come ad esempio il pilota d’areo. Al momento solo Canada, Regno Unito e Irlanda permettono ai pazienti con diabete di tipo 1 di avere accesso alla licenza per pilotare voli di linea, dimostrando che nei voli di medio e lungo raggio il monitoraggio della glicemia cadeva nel 96-97% dei casi nei limiti normali e che gli episodi di ipoglicemia potevano essere ben fronteggiati. Tra l’altro oggi abbiamo l’ausilio di insuline moderne, dette “intelligenti”, che riducono drasticamente gli episodi di ipoglicemia e abbiamo a disposizione device che consentono la somministrazione di insulina in modo “intelligente” e il monitoraggio in continuo delle variazioni del glucosio sottocutaneo. Oggi è quindi possibile, a differenza del passato, la conduzione di una vita quasi normale, permettendo in tutta sicurezza al paziente di dedicarsi ad attività che un tempo venivano proibite proprio per il rischio che si poteva correre per se e per gli altri, in particolare in caso di episodi di ipoglicemia.

La vela si sposa bene con il diabete essendoci tra i due molte analogie:

devi conoscere il tuo corpo (il mare), il metabolismo del glucosio (le vele, i nodi), devi saper fronteggiare tutti gli eventi esterni che determinano la variazione della glicemia (i cambiamenti di vento, di corrente).

Come nella vela anche nel diabete si deve imparare ad assecondare venti e correnti. A volte sei costretto a scegliere tragitti non lineari e forse più lenti, ma che ti permettano di arrivare comunque dove hai deciso senza rischi. La teoria è semplice, sia con il diabete che con la vela, ma poi come ogni mare è diverso dagli altri, cosi’ ogni giornata per il diabetico è diversa da un’altra.

In altre attività come nella maratona, la strada è segnata, nella vela si deve trovare il percorso migliore per arrivare dove si vuole, consapevoli del fatto che in ogni momento tutto potrebbe cambiare di nuovo.
Da diversi anni la SC di diabetologia aziendale della ASSL Olbia, organizza corsi in barca a vela per pazienti diabetici tipo 1, proprio con questa filosofia. Se il primo corso è stato “prudente”, con lezioni di vela giornaliere e rientro alla base a terra per i pasti e per la notte, successivamente negli altri corsi abbiamo affrontato situazioni più’ critiche. I due corsi itineranti con crociere di qualche giorno, uno nell’arcipelago della Maddalena e uno attorno all’isola dell’ Asinara hanno raggiunto gli obiettivi prefissati di far provare direttamente ai pazienti l’esperienza di fronteggiare situazioni critiche in mare gestendo la glicemia in maniera ottimale. 

Partenza dalle Isole Canarie, rotta Sud fino a costeggiare le isole di Capo Verde alla ricerca degli alisei, e poi il grande salto verso il nuovo mondo: quasi venti giorni di cielo, mare, vento e vele spiegate con rotta Ovest, verso l’isola di Saint Lucia nelle Piccole Antille, Mar dei Caraibi

I numeri della traversata:

Nome della Barca: Mizar 3

Modello: Jeanneau 52

Lunghezza: 14 m 98 cm

Partenza: 25 novembre 2018

Porto: Las Palmas (Canarie)

Miglia: 2800 (circa)

Velocità media: 6 nodi

Equipaggio: 8 persone

Arrivo: 13-18 Dicembre 2018

Porto: Saint Lucia (Caraibi)

Come DIABO  e diabetici bolognesi seguiremo e sosterremo l’ impresa dei diabetici tipo 1 sardi, e li ringraziamo per questa importante, unica iniziativa. E magari se sarete tornati avremmo piacere di invitarvi all’evento sulla ricerca per la cura del T1D che faremo con AGD a Bologna il prossimo 23 marzo 2019 dal nome: Diabeteasy #2

In bocca al lupo e buon vento!